Bene che si levino voci come quelle che sentiamo in questi giorni da più parti, e anche dal PD, in difesa del Variety come cinema di quartiere. Della sua chiusura siamo dispiaciuti prima di tutto come cittadini perché sarebbe una perdita per tutta la zona , e non solo; come consigliera poi ho seguito da tempo la cosa, firmando un atto che è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale e che impegna Sindaco, Giunta e uffici a non permettere l'utilizzo della superficie a parcheggio. Peccato che proprio la maggioranza in Consiglio non abbia accolto l’emendamento da me presentato che manteneva la destinazione pubblica dei locali, permettendo di fatto quella possibile trasformazione in residenze che ora si dice di voler contrastare.
Altra contraddizione: non si capisce come mai alcuni esponenti politici del PD in Regione abbiano tenuto una condotta opposta a quella che li porta - giustamente - a manifestare stasera davanti al Variety, e tra questi spicca il presidente della commissone cultura Nicola Danti: costoro stanno ostacolando il ripristino del parametro delle distanze per l'apertura di nuovi cinema tra cui i multiplex e continuano a sostenere, ad esempio, l'apertura del multiplex di Novoli che, al di là di ogni polemica sui mancati permessi, avrebbe come primo e sicuro effetto quello di far chiudere una serie di sale cinematografiche, prima tra tutte il Flora, situato ad un chilometro di distanza.
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