Nonostante le rassicurazioni sulla “sobrietà” della parata militare del 2 giugno anche quest'anno lo Stato ha speso centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per la sfilata di Roma. Eppure il 2 giugno è la festa della Repubblica e non delle forze armate. Evidentemente non è sufficiente il ripudio della guerra sancito dalla Costituzione della Repubblica italiana. Il bussiness bellico per la nostra nazione sembra ancora molto forte e cresce anno dopo anno, come denunciano numerose associazioni pacifiste legate alla Campagna Sbilanciamoci!. In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo le istituzioni dovrebbero calarsi nella realtà di questo Paese: ci sembra un'assurdità mostrare uno sfarzo del genere.
Proprio negli ultimi giorni in Governo ha destinato 15 miliardi di euro alla produzione dei 131 cacciabombardieri F-35, anziché destinare quei soldi per affrontare la crisi economica o contribuire alla ricostruzione in Abruzzo. Con quella spesa si sarebbero potuti realizzare 5000 nuovi asili nido, costruire 8 milioni di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese.
Proprio negli ultimi giorni in Governo ha destinato 15 miliardi di euro alla produzione dei 131 cacciabombardieri F-35, anziché destinare quei soldi per affrontare la crisi economica o contribuire alla ricostruzione in Abruzzo. Con quella spesa si sarebbero potuti realizzare 5000 nuovi asili nido, costruire 8 milioni di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese.
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