Chiusura anagrafe Palazzo Vecchio. E' necessario un nido aziendale?
350.000 euro di spesa previsti per il 2012
Da oggi chiude l'ufficio anagrafe di Palazzo Vecchio. Al suo posto è previsto un non meglio specificato asilo nido aziendale i cui tempi di realizzazione sono incerti e i cui locali difficilmente si adattano a questa nuova destinazione. E' un'operazione sensata? La risposta dell'assessore alla nostra domanda d'attualità non convince affatto e conferma che non sono state fatte indagini per verificare la necessità di tale apertura.
Intanto però si chiude un servizio anagrafico che serve soprattutto ai cittadini che non utilizzano internet e a cui pesa pagare anche quei 2,50 per ogni certificato anagrafico, cioè le fasce più deboli, per un servizio la cui utilità è tutta da dimostrare. Quanti sono infatti i dipendenti comunali con bambini/e in età dai 12 ai 36 mesi? Non sembrano certo in numero tale da giustificare l'apertura di una asilo a scapito dell'anagrafe.
Non vorremmo si ripetesse quello che è già avvenuto in Provincia con il " Piccolo Principe", realizzato dall'allora presidente Renzi: gestione nido aziendale ai privati, bambini/e in esigua minoranza di genitori dipendenti della Provincia (solo 4), locali con dubbia idoneità.
La chiusura dell'uffico anagrafe di Palazzo Vecchio si aggiunge a quella di via Senese (Q3), del Viuzzo delle Calvane (Q5) e di via Tagliamento (Q3). Restano quindi, per i 374.000 residenti solo via Canova (Q4), piazza Alberti (Q 2), via Bini (Q5) e il Parterre. Ma solo per ora, perché il progetto è di chiudere tutto ad eccezione del Parterre.
I cittadini, specialmente anziani e disabili, devono sobbarcarsi pesanti disagi in termini di code e di distanze da coprire dalle proprie abitazioni. Un vero disservizio che fa retrocedere la qualità dell'offerta del Comune di Firenze al passato, cioè a prima che si provvedesse a decentrare sul territorio la possibilità di fare certificati anagrafici. Un passo indietro contrabbandato come progresso.
350.000 euro di spesa previsti per il 2012
Da oggi chiude l'ufficio anagrafe di Palazzo Vecchio. Al suo posto è previsto un non meglio specificato asilo nido aziendale i cui tempi di realizzazione sono incerti e i cui locali difficilmente si adattano a questa nuova destinazione. E' un'operazione sensata? La risposta dell'assessore alla nostra domanda d'attualità non convince affatto e conferma che non sono state fatte indagini per verificare la necessità di tale apertura.
Intanto però si chiude un servizio anagrafico che serve soprattutto ai cittadini che non utilizzano internet e a cui pesa pagare anche quei 2,50 per ogni certificato anagrafico, cioè le fasce più deboli, per un servizio la cui utilità è tutta da dimostrare. Quanti sono infatti i dipendenti comunali con bambini/e in età dai 12 ai 36 mesi? Non sembrano certo in numero tale da giustificare l'apertura di una asilo a scapito dell'anagrafe.
Non vorremmo si ripetesse quello che è già avvenuto in Provincia con il " Piccolo Principe", realizzato dall'allora presidente Renzi: gestione nido aziendale ai privati, bambini/e in esigua minoranza di genitori dipendenti della Provincia (solo 4), locali con dubbia idoneità.
La chiusura dell'uffico anagrafe di Palazzo Vecchio si aggiunge a quella di via Senese (Q3), del Viuzzo delle Calvane (Q5) e di via Tagliamento (Q3). Restano quindi, per i 374.000 residenti solo via Canova (Q4), piazza Alberti (Q 2), via Bini (Q5) e il Parterre. Ma solo per ora, perché il progetto è di chiudere tutto ad eccezione del Parterre.
I cittadini, specialmente anziani e disabili, devono sobbarcarsi pesanti disagi in termini di code e di distanze da coprire dalle proprie abitazioni. Un vero disservizio che fa retrocedere la qualità dell'offerta del Comune di Firenze al passato, cioè a prima che si provvedesse a decentrare sul territorio la possibilità di fare certificati anagrafici. Un passo indietro contrabbandato come progresso.
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