Liberalizzazioni, De Zordo: "Nessun obbligo di contratto nazionale per le ferrovie"
Scandaloso regalo a NTV di Montezemolo e Della Valle
L'Alta Velocità si conferma un perfetto incubatore per privilegi, sprechi e ingiustizie. Alle note vicende legate al sistema di Alta Velocità di RFI, che si candida ad essere il più grosso buco del bilancio pubblico dei prossimi vent'anni (ce ne fosse bisogno!), e che si porta dietro come conseguenza disastri ambientali e peggioramento vertiginoso del "normale" trasporto ferroviario, quello usato dall'85% dei passeggeri, ora si aggiunge il capitolo NTV.
La società di Montezemolo e Della Valle, dopo un "miracoloso" exploit che ha generato plusvalenze miliardarie senza aver ancora realizzato nulla, ora si potrà avvantaggiare anche della norma inserita nella bozza del Decreto sulle liberalizzazioni, che esonera il settore ferroviario dall'applicazione del contratto nazionale di lavoro: se non sarà corretta questa disposizione inspiegabile, se non come vero e proprio regalo a NTV, questa potrà assumere il personale prevedendo condizioni retributive inferiori a quelle di RFI, la quale con il suo AD Moretti - c'è da scommetterci - non tarderà ad adeguarsi.
Sempre di più le cosiddette liberalizzazioni del governo Monti si configurano come l'ennesima punizione per lavoratori, precari, ceti medi e bassi, con l'unica vera libertà dell'impresa di fare il proprio tornaconto senza tanti riguardi per il mondo del lavoro e per il servizio della stragrande maggioranza degli utenti.
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