Firenze, 9 settembre 2009
“Giù le mani dalla proporzione fra i generi nelle nomine del Comune”. E' il duro monito della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo alla vigilia della commissione Affari istituzionali di Palazzo Vecchio che potrebbe discutere della possibilità di eliminare la norma che garantisce la presenza paritetica delle donne, oggi criticata dall'assessore Falchetti.
“E' un inaccettabile attacco ad una norma che riguarda prima di tutto i principi democratici della rappresentanza – ha spiegato Ornella De Zordo – stabilita peraltro da una conquista bipartisan che il Consiglio Comunale ha approvato oltre due anni fa. La generale questione della presenza delle donne nelle posizioni di responsabilità è un problema ancora molto attuale nel nostro paese. Assai presenti nel mondo del lavoro come anche nell'impegno politico e sociale, le donne risultano invece assenti ai vertici e nei posti di responsabilità. L'Italia – con un 18% di donne in Senato e 21.3% alla Camera – occupa soltanto il 49° posto nella classifica mondiale sulla presenza femminile nei parlamenti nazionali stilata dall'organizzazione internazionale “Inter-Parlamentary Union” (piazzandosi dietro a Paesi come il Kyrgyzstan o l'Eritrea). La stessa cosa accade per la composizione dei consigli d'amministrazione delle grandi società: secondo una ricerca del 2008 (TNI, pubblicata dal Financial Times) in Italia soltanto il 2% delle donne è presente nei Cda, in misura minore anche di paesi come l'Oman (2,3%) e il Kuwait (2,7%), mentre la Francia è al 6%, il Regno Unito al 10%, gli Stati Uniti al 13%, fino ad arrivare a quote superiori al 20% in Svezia e Norvegia. Sarebbe dunque paradossale - ha concluso De Zordo - azzerare oggi una norma con cui il Comune di Firenze aveva voluto invertire una logica anacronistica e antidemocratica".
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