Firenze, 10 agosto 2009
La presa di posizione di perUnaltracittà dopo l'entrata in vigore della nuova legge
L'amministrazione comunale fiorentina faccia pressione sulle istituzioni nazionali per invocare l'incostituzionalità del reato di clandestinità. E' la richiesta di perUnaltracittà dopo l'entrata in vigore della legge 94 sull'immigrazione. Molti enti locali, fra cui la Regione Toscana e importanti comuni come Torino, Venezia e Bari, hanno già sollevato la questione facendo pressione su governo e Presidente della Repubblica.
Firenze – con otto denunce ai danni di 5 marocchini e 3 tunisini, 32 extracomunitari in regola denunciati perché sprovvisti di documenti al momento del controllo e oltre 100 persone identificate in una sola notte – è stata la città più veloce ad eseguire i provvedimenti. L’ingresso o la presenza illegale del singolo straniero non rappresentano, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l’espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante. La relativa incriminazione assume così un connotato discriminatorio e anticostituzionale.
Né un fondamento giustificativo del nuovo reato può essere individuato sulla base di una presunta pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la Corte costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso.
L’introduzione del reato in esame, inoltre, produrrà una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla paralisi. Né questo effetto sarebbe scongiurato dall'affidamento del compito al giudice di pace, sistema anch'esso in grave sofferenza.
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