Martedì, 22 Maggio 2012
   
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Tutelare la scuola pubblica e statale: una priorità per l'amministrazione cittadina

Diritti

Come Lista Perunaltracittà riteniamo che quella della tutela della scuola pubblica statale debba essere una delle priorità di chi si propone di entrare nell’amministrazione di questa città.

E’ infatti evidente che la politica di questo governo, anche e non solo con la ‘riforma’ Gelmini, sta deliberatamente cercando di creare una società docile in cui l’inclusione, l’accoglienza, il pensiero critico e il senso della complessità siano azzerati attraverso provvedimenti tesi a renderla sempre più selettiva, escludente e consenziente.

A differenza di quanto ritengono molti esponenti della maggioranza, noi pensiamo che gli enti locali possano e debbano fare molto per contrastare l’idea di società e di comunità che le leggi del governo centrale stanno cercando di far passare, non avocando a sé il solo ruolo amministrativo ma creandosi ambiti di azione più incisivi.

Per questo ci impegniamo a mettere al centro della nostra azione politica tutti i provvedimenti che saranno necessari, in particolare:

  • Accordi e sinergie con le rappresentanze sindacali per evitare la vera e propria emergenza sociale che deriverà dal licenziamento di 40.000 precari entro l’anno e 90.000 nei tre anni prossimi, oltre a 44.000 tecnici e ausiliari ATA.

  • Definizione di priorità di spesa nell’ottica di ridurre gli sprechi della cattiva amministrazione e destinare alla scuola maggiori risorse economiche che permettano investimenti negli asili nido e scuole dell’infanzia, nell’educazione degli adulti, nei centri di alfabetizzazione per gli studenti non italofoni, nell’incentivazione delle attività di laboratorio, nell’edilizia scolastica. Laddove il governo metterà in atto provvedimenti per ridurre gli educatori e gli insegnanti di sostegno per gli alunni in difficoltà, il Comune dovrà intervenire per garantire una scuola di tutti e per tutti.

  • L’amministrazione comunale dovrà operare affinché le proprie risorse economiche siano destinate interamente alle scuole pubbliche e non anche alle private, a cui troppo, anche a livello locale, ci si sta affidando per sopperire alle inefficienze di un sistema che non si fa carico del proprio ruolo di garante dell’istruzione pubblica.

  • Come responsabili dell’edilizia scolastica il Comune e la Provincia dovranno sollecitare le ASL a controllare che le aule possano realmente contenere il quantitativo di alunni previsto dalla ‘riforma’. Infatti, con i tagli al personale docente, si avrà un numero di alunni per classe sempre crescente e molte strutture risulteranno inadeguate. Riteniamo che questo possa essere un modo, oltre che per far rispettare le norme di sicurezza, anche per arginare, di fatto, uno dei punti cardine del provvedimento Gelmini che vuole una scuola pubblica sempre più caotica e affollata perché, chi può, si rivolga alla privata.

  • Poiché con il federalismo fiscale si rischierà non solo di avere scuole diversificate per qualità del servizio nelle diverse regioni, ma anche all’interno degli stessi quartieri, il Comune dovrà garantire una distribuzione equa delle risorse umane ed economiche tra gli istituti del proprio territorio, con particolare attenzione ai più disagiati.

  • Infine sarà compito del Comune intervenire al fianco dei comitati e associazioni per promuovere e appoggiare incontri e iniziative tesi ad informare e attivare il maggior numero possibile di genitori e insegnanti per attuare presso i Consigli di Circolo, i Consigli di istituto e altri organi collegiali tutti i procedimenti necessari ad arginare, limitare e, se possibile, annullare, gli effetti della ‘riforma’ sul tempo pieno, le compresenze, le attività pomeridiane e tutti quegli aspetti che fino ad oggi hanno rappresentato l’eccellenza della scuola pubblica italiana.

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