Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili, adesione di perUnaltracittà

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Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili,
adesione di perUnaltracittà

Nella Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili, che si celebra oggi 6 febbraio, perUnaltracittà sostiene re invita a sostenere la richiesta di Amnesty International e dell’European Women’s Lobby perché l'Unione europea concretizzi finalmente l’impegno, annunciato ormai nel 2010, di porre fine a queste e ad altre forme di violenza contro le donne. “Solo un approccio complessivo che coinvolga le comunità interessate – dichiarano i Consiglieri De Zordo, Sodi e Alberici -  potrebbe servire a garantire che le bambine siano protette, almeno nel territorio dell’Unione, superando le ampie disparità tra Stato e Stato”.

Alcuni Stati membri dell’Unione europea si sono dotati, infatti, di leggi e politiche in materia ma le normative nazionali non sono sempre, purtroppo, sufficienti a chiudere tutte le porte a questa violazione dei diritti umani. “Visto che già nel settembre 2010 la Commissione europea ha presentato una strategia d’azione per combattere la violenza contro le donne nell’ambito del suo disegno per promuovere l’uguaglianza di genere, e non ha mai dato seguito alle sue intenzioni“ – proseguono i Consiglieri – “chiediamo che non si perda più tempo e affianchiamo Cecile Greboval, direttrice dell’European Women’s Lobby, nella richiesta che tale strategia comune sia considerata finalmente una priorità nell’Agenda europea”.

Inoltre, dal momento che né l’Unione Europea (in quanto organizzazione internazionale e membro del Consiglio d’Europa) né l’Italia (in quanto Stato membro sia dell’Unione Europea che del Consiglio d’Europa) hanno finora firmato la Convenzione  del Consiglio d’Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, del maggio 2011, perUnaltracittà chiede che il governo italiano si impegni a firmarla e ratificarla immediatamente in quanto essa costituisce il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante e completo per proteggere le donne.

In occasione della Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili, Amnesty International ha lanciato un video che chiede ai leader europei di fermare le mutilazioni dei genitali femminili. Il video e’ disponibile a questo indirizzo: http://www.endfgm.eu
   

PerUnaltracittà esprime solidarietà a Lorella Zanardo per il nuovo attacco subito ieri da parte di Striscia la notizia.

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[perUnaltracittà 11/05/2011]

Dopo un incontro alla libreria della donne di Milano Lorella Zanardo è stata vittima di un' imboscata da parte di una troupe di Striscia la notizia, come lei stessa ha raccontato nel suo blog http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=5822 .

Striscia ha mandato in prima linea ad attaccare la Zanardo una donna, una velina che ha lanciato accuse senza cercare un colloquio, donna contro donna dunque nel più trito dei clichè! ”Nemmeno per un attimo provo fastidio verso di lei, per i mandanti sì, per la loro codardia. perchè non sono venuti loro? Uomini senza coraggio, così come si usa ora.” queste sono le parole di Lorella, che prosegue: “La protervia di questi autori corrisponde al clima di prevaricazione e di impunità che si respira oggi.”

E infatti questo atto di intimidazione è soltanto l'ennesimo sferrato da diversi portavoce della popolare trasmissione ai danni di donne, giornaliste, blogger e professioniste che hanno fatto denunciato l'immagine femminile propagata da molta tv e nelle pubblicità. Striscia ha dimenticato che la satira deve avere per bersaglio i potenti di turno, non chi li denuncia.

C'è stato prima il documentario "Il Corpo delle donne 2", realizzato da Striscia la notizia sul modello dell'ormai celebre documentario della Zanardo, usando le sue immagine e imitando la sua voce per screditarla; a questo è seguita l'intimidazione a Barbie Nadeau, giornalista di Newsweek che aveva realizzato un’inchiesta sull’immagine sessista proposta da Mediaset e si è ritrovata i poliziotti in casa dopo una denuncia da parte di Striscia la notizia. Non di mentichiamoci poi dell'attacco in diretta tv da parte di Michelle Hunziker conduttrice della trasmissione ai danni di Loredana Lipperini, definita “giornalista mistificatrice”.

Ci sono donne che evidentemente fanno paura perchè non si arrendono e continuano a denunciare il sessismo dominante nella cultura dei media, e visti i numeri della piazze al femminile del 13 febbraio scorso certi messaggi sono passati e hanno raggiunto donne di ogni età e classe sociale.

PerUnaltracittà esprime solidarietà a Lorella Zanardo e a tutte le altre che sono state e verranno attaccate, le invita a continuare il loro lavoro di denuncia e di costruzione di nuovi modelli femminili fuori dai canoni televisivi.

Saremo sempre accanto a queste donne in ogni loro iniziativa e in prima fila nel denunciare e chiedere diritti e spazi più ampi nella vita civile e politica per le donne in questo paese.

   

8 marzo, "Giù la maschera": perUnaltracittà invita a partecipare

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Domani alle 17.30 in Piazza Annigoni
8 marzo, "Giù la maschera": perUnaltracittà invita a partecipare

Dopo la grande manifestazione del 13 febbraio torniamo in piazza in occasione dell'8 marzo. PerUnaltracittà aderisce e invita a partecipare alla manifestazione che partirà alle 17.30 di martedì 8 marzo da Largo Annigoni.

8 marzo 2011

E in questo momento diciamo:

GIU' LA MASCHERA!

Noi non siamo come ci raccontano!

Non è da oggi che la pubblicità e i media italiani ci dipingono come manichini muti, prive di intelligenza e personalità, incapaci di formulare un nostro pensiero, disposte a farci spogliare e manipolare, bambole al servizio degli appetiti maschili, frivoli oggettini di intrattenimento o procaci seduttrici.

Le donne, tante, tantissime, che hanno manifestato domenica 13 febbraio, sono la conferma di quanto stiamo affermando.

Non siamo come ci raccontano perché nel Paese vero le donne che lavorano in casa e fuori casa, che studiano, che lottano, si sono mostrate in 320 piazze italiane rivendicando la liberazione dal giogo di un’immagine distorta, proposta dalla condotta di un capo di governo che induce vergogna in Italia ed all’estero.

E’ stata una presenza che deve segnare un punto di svolta, l’inizio di un processo che veda noi donne trovare voce comune, al di là di ogni appartenenza e condizione, per rimuovere tutti i condizionamenti che giocano un ruolo pesantemente negativo riguardo alla nostra immagine, alle scelte della nostra vita - personale e lavorativa - ed alla nostra incolumità dalla violenza maschile in tutte le sue espressioni.

Infatti in nome di una falsa emancipazione le donne sono usate da molto tempo come oggetti sessuali in televisione, nelle riviste, sui cartelloni pubblicitari. La mercificazione del corpo femminile fa parte di una normalità troppo spesso proposta come modello di realizzazione individuale.

Gli eventi degli ultimi due anni non fanno che rafforzare questo giudizio: il governo stesso è guidato da chi esprime in sommo grado una “cultura” che vuole impostare i rapporti fra i generi in base alla subalternità femminile rispetto al potere maschile.
Dall’altra parte la visione più reazionaria di stampo cattolico imposta dalle politiche governative con sempre maggiore aggressività, ripropone come unico stile di vita ammissibile la famiglia tradizionale, esaltando il ruolo della donna all’interno di essa come moglie e madre votata al sacrificio. E il sistema di welfare del paese rimane basato sul lavoro non retribuito delle donne che curano bambini e anziani a costo

Intanto, le morti sul lavoro, in continuo aumento, ricordano la tragica origine dell'8 marzo. La precarizzazione del lavoro e l’arretramento dello stato sociale rendono sempre più difficile la condizione materiale delle donne, limitandone di fatto la libertà di scelta e la possibilità di progettare il proprio futuro.

Questo è il paese che non riconosce la libertà delle donne, che svaluta chi lavora, che programma il precariato come strumento di emarginazione e di ricatto di generazioni di giovani, che paga meno le donne che svolgono lo stesso lavoro degli uomini. Il paese dove a una donna si può chiedere all’atto dell’assunzione di sottoscrivere le proprie dimissioni “in bianco”

Il paese in cui le donne migranti sono doppiamente discriminate, in quanto immigrate ed in quanto donne: spesso con condizioni di lavoro che impediscono loro di tenere con sé figli e figlie e le privano di una propria vita affettiva e familiare.

Questo è il paese dove il femminicidio è per le donne la seconda causa di morte, nel quale la violenza maschile, nell’ambito della famiglia e fuori della stessa, fa registrare con una cadenza impressionante morti ed aggressioni che rappresentano ormai un allarmante indicatore di quanto sia distorto il rapporto tra i generi, espressione di una cultura delle sessualità connotata dalla miseria della concezione della donna da parte dell’uomo che non dismette la propria convinzione di poter esercitare sulla stessa ogni suo potere.

Noi intendiamo reagire a tutto questo, alle antiche discriminazioni e alle nuove servitù, vogliamo ricollocarci al centro della vita del nostro Paese per restituire ad esso e a noi energia e dignità dopo quasi un ventennio di progressivo adattamento al berlusconismo. Non sarà facile rimuovere le macerie e ancora più difficile sarà costruire relazioni nuove fra donne e uomini: ma non intendiamo fermarci. Anzi, invitiamo gli uomini a non perdere quella che speriamo si riveli un’occasione preziosa.

Libere tutte, Coordinamento donne CGIL, Il Giardino dei ciliegi, Artemisia, Il melograno,
ARCI, Cacerolazos, Libertà e Giustizia, ANPI, Donne in rete per la rivoluzione gentile,
Associazione Corrente/alternata, Donne PD, Donne SEL, Donne Federazione della
Sinistra, Donne IDV, Donne dei Verdi, Carovana per la Costituzione SEMPRE,
PerUnaltracittà, Associazione per la Sinistra Unita e Plurale – Rete a sinistra

Corteo da largo Annigoni (lato Sant’Ambrogio)
martedì 8 marzo ore 17:30
   

Alessia, Virginia e le altre

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Era speciale quel gruppo di ragazze che a metà degli anni Novanta seguì alcuni mie corsi di letteratura inglese alla facoltà di Lettere di Firenze. Non volevano solo studiare, ma anche capire il mondo e opporsi agli stereotipi e alle idee ricevute: soprattutto volevano farlo insieme. Alessia Ballini è stata mia allieva ma anch’io in un certo senso lo sono stata di lei, in quel reciproco e speciale scambio di amicizia e d’impegno politico che è durato nel tempo.

Si laureò con me su Virginia Woolf, ma era il ruolo delle donne nell’arte, nella politica, nel mondo che ci interessava esplorare, su cui volevamo discutere e confrontarci. La letteratura è stata, per me e per quelle ragazze, una passione intellettuale nella quale confluiva anche la riflessione sul corpo e sulle idee. Un’esperienza collettiva di crescita.

Alessia questo faceva, con il suo spirito libero, fin da quando aveva vent’anni: trasformava gli eventi e le persone intorno a sé in un’esperienza politica, nel senso più alto e coinvolgente di questo termine. Con l’ironia e l’intelligenza di chi la vita la voleva vivere a modo proprio, sempre in ascolto degli altri ma anche di se stessa. E’ così che me la voglio tenere accanto in questo giorno triste.

Ornella De Zordo

   

Calendario Toscani, Francesca Conti e Ornella De Zordo: "Un altro contributo all'abbattimento della dignità delle donne nel nostro paese"

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[perUnaltracittà 10/01/2011]  Un pube al mese per pubblicizzare consorzio di conciatori Calendario Toscani

Cosa ha da dire il Comune, dopo il voto all'unanimità della mozione contro immagini lesive della dignità delle donne?

" 'Vera pelle conciata al vegetale', ecco cosa sono le donne in Italia oggi. Oliviero Toscani, fotografo noto per le campagne pubblicitarie del gruppo Benetton negli anni '80 e il consorzio dei conciatori di Ponte a Egola danno il loro contributo all'abbattimento della dignità delle donne in atto da molti anni nel nostro paese, grazie ad un calendario che presenta un pube al mese.

Ormai da lungo tempo pubblicitari invecchiati e in crisi di creatività non trovano di meglio che corpi femminili esibiti, quando non brutalizzati, per pubblicizzare qualsiasi tipo di prodotto: dalle mattonelle ai pannelli solari. Del resto, la maggioranza dei maschi bianchi, eterosessuali e anziani che rappresentano la decandente e incapace classe dirigente italiana sembrano non riuscire più a vedere nelle donne nient'altro che corpi, se non addirittura parti di corpo. Come possono persone adulte e  responsabili non vedere che la riduzione delle donne a corpo, ormai quasi sempre privato di un volto e di una testa, rappresenta una sorta di violenza virtuale che porta dritti alla violenza vera? Come si può non riuscire a capire che l'immagine di una donna ridotta esclusivamente a pezzi di carne apre la porta allo stupro, alle lesione e all'omicidio di donne vere e dotate di pensiero? La parte per  il tutto della pubblicità diventa una sorta di sineddoche della violenza.

Un messaggio come quello del calendario dei conciatori di Ponte a Egola non è più una provocazione, (Toscani ripete  da 30 anni le stesse provocazioni) ma soltanto anacronistica irresponsabilità. Riteniamo inaccettabile che venga realizzato un calendario come questo nel nostro territorio, da sempre attento ai diritti e alla dignità delle donne, tanto che nella seduta dedicata alla giornata contro il femminicidio celebrata in tutto il mondo il 25 di novembre è stata approvata all'unanimità a mozione N. 1085/2010 “Adesione alla campagna UDI per contrastare la pubblicità offensiva della dignità delle donne” proposta dai gruppi consiliari perUnaltracittà, Gruppo Spini per Firenze e Sinistra Ecologia e Libertà con la quale il Consiglio comunale si è impegnato a non permettere l'affissione nel territorio fiorentino di quelle campagne pubblicitarie dove la dignità della donna è calpestata.

Giovedì 13 gennaio proprio a Firenze in occasione di Pitti Uomo si terrà  un dibattito per presentare questo calendario che avrà come tema "La Forza della Natura. Incontro sulla Femmina"al quale parteciperanno tra gli altri Paolo Crepet, Vittorio Sgarbi e Oliviero Toscani stesso e come unica voce femminile Marina Ripa di Meana. Uomini che spesso esercitano violenza verbale verso le donne e una donna nota sola per i propri matrimoni eccellenti e per una foto nuda in una campagna contro le pellicce.

Dobbiamo dire basta a tutto questo, lo devono fare tutte le donne orgogliose delle proprie teste e dei propri corpi, dobbiamo prenderci di nuovo i nostri spazi per raccontarci da sole, in rete, sulla carta e nelle piazze per non lasciare la narrazione delle nostre vite, dei nostri pensieri e dei nostri corpi in mano a persone che ci tolgono dignità"

   

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