Giovedì Aprile 30 2009 11:31
Filippo Rinaldi
Sono nato a Firenze nel 1965. Sono perito edile e dal 1995 sono impiegato all'aeroporto di Firenze, dove svolgo anche attività sindacali. I temi che più mi stanno a cuore, e che mi hanno portato al contatto con la lista PerUnaltracittà, sono le problematiche occupazionali e quelle ambientali. A questi temi mi sono avvicinato, ovviamente, nell'ambito del mio lavoro e dunque li vivo come particolarmente legati all'aeroporto fiorentino, ma è evidente che si tratta di temi estensibili a tutta la nostra realtà.
Sono contro la cementificazione selvaggia, contro l'inceneritore, contro i poteri forti che hanno portato allo stremo questa città: tutti valori che condivido con PerUnaltracittà.
Giovedì Aprile 30 2009 11:31
Elena Romoli
Sono nata a Firenze nel 1964, sono residente nel quartiere di Rifredi dove in questi anni ho assistito a una drastica e negativa trasformazione che ha creato un forte degrado urbano, trasformatosi poi in disagio civile. Trovo che sia stato gravissimo l’inganno sui circa 200 sanissimi alberi del viale Morgagni, abbattuti per far passare le ruspe e non perché malati, come è stato detto. Trovo intollerabile la totale mancanza di trasparenza e di partecipazione di buona parte dell’amministrazione comunale, e mi riferisco anche alle Grandi opere avviate in città, come la tramvia, la Tav, i parcheggi, le aree dismesse. Ornella ha combattuto con una generosità “fuori del comune”, appunto. Così mi sono fatta coraggio e ho deciso di partecipare a questa lista perché ho capito che uniti si può, e che niente è perduto finché qualcuno se ne preoccupa. In questo bellissimo e sempre più ampio movimento ripongo la mia fiducia e l’aspirazione a cercare di migliorare qualcosa insieme, di delegare il meno possibile a chi sta in alto e di sensibilizzare e informare chi non sa, ma soprattutto a non dover mai dire un giorno che non ci ho nemmeno provato!
Di questa delicatissima città vorrei proteggere ogni bellezza: penso agli artigiani, ai musei a cielo aperto e a quelli poco conosciuti, penso agli orti sociali, alle feste di strada, all’accoglienza e allo scambio culturale tra le genti. Vorrei rivalutare la vita nei quartieri, non più dormitori ma vivi e attivi. I quartieri assumerebbero così più sicurezza, e la gente tornerebbe a vivere non più chiusa e isolata tra le quattro mura. C’è bisogno anche di questo.



















