[perUnaltracittà 04/06/10]
Con il conferimento della cittadinaza a Don Luigi Ciotti viene riconosciuta l'opera di un uomo che nella sua lunga attività sulla strada ha sempre messo al primo posto la dignità della persona. Anche e soprattutto quando il rispetto di questa dignità confliggeva con le regole di un sistema modellato sull'imperativo del profitto economico e sul mito dei vincenti.
L'opera di Don Ciotti, da sempre radicata sul territorio ma con uno sguardo globale, è un'esperienza unica, ricca di insegnamenti utili alla costruzione di una società della convivenza. I risultati ottenuti da Ciotti con il gruppo Abele e con Libera certo si devono anche alla disponibilità e intelligenza di quelle istituzioni che hanno avuto il coraggio di misurarsi con lui su temi scomodi che disturbavano lo status quo.
Ci piacerebbe che questa cittadinanza onoraria conferita alla caparbietà, alla passione e alla coerenza di Ciotti diventasse per Firenze un'occasione per ripensare le politiche verso gli ultimi - i senza casa, gli sfrattati, gli stranieri.
Con il conferimento della cittadinaza a Don Luigi Ciotti viene riconosciuta l'opera di un uomo che nella sua lunga attività sulla strada ha sempre messo al primo posto la dignità della persona. Anche e soprattutto quando il rispetto di questa dignità confliggeva con le regole di un sistema modellato sull'imperativo del profitto economico e sul mito dei vincenti.
L'opera di Don Ciotti, da sempre radicata sul territorio ma con uno sguardo globale, è un'esperienza unica, ricca di insegnamenti utili alla costruzione di una società della convivenza. I risultati ottenuti da Ciotti con il gruppo Abele e con Libera certo si devono anche alla disponibilità e intelligenza di quelle istituzioni che hanno avuto il coraggio di misurarsi con lui su temi scomodi che disturbavano lo status quo.
Ci piacerebbe che questa cittadinanza onoraria conferita alla caparbietà, alla passione e alla coerenza di Ciotti diventasse per Firenze un'occasione per ripensare le politiche verso gli ultimi - i senza casa, gli sfrattati, gli stranieri.
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