Mercoledì, Settembre 08, 2010

Tav: "Nuove azioni legali collettive, aderirò anch'io"

Alta velocità

Tav, De Zordo: "Nuove azioni legali collettive"
[perUnaltracittà 26/07/10]
La consigliera aderisce al ricorso "ad adiuvandum". Comunicazione oggi in Consiglio comunale
Sul passante dell’Alta Velocità a Firenze pendono diverse nuove azioni legali collettive.
Oggi verrà presentato alla sezione fiorentina della Corte dei Conti un esposto, promosso dal Comitato contro il Sottoattraversamento, che evidenzia i rischi di danni erariali che il progetto comporta, sia per i costi preventivati  - già esorbitanti rispetto all’alternativa di superficie - che per i loro probabili aumenti, nonché per i danni ambientali che produrrà e che dovranno essere riparati.
Mercoledì 28 luglio invece arriverà in Tribunale il ricorso di 103 famiglie che chiedono al giudice di fermare i cantieri per scongiurare danneggiamenti a centinaia di edifici, molti di più dei 227 dichiarati dai costruttori. Secondo le perizie dei tecnici incaricati, il bacino di suolo interessato dai cedimenti nella fase di scavo è molto più ampio di quanto detto e il livello di rischio tre volte maggiore, così aumenta in proporzione il numero degli edifici a rischio. Inoltre nell’elenco di FS non ci sono nemmeno gli edifici interessati all'abbassamento o all'innalzamento della falda, fenomeno che colpirà soprattutto la zona tra via Mannelli e i viali di circonvallazione, tra via Campo d'Arrigo e viale dei Mille, tra viale Corsica, viale Redi e via Mariti, la zona attorno a via del Romito, tutto il quartiere del Lippi, la zona del Sodo e delle Tre Pietre. Considerando questo “terremoto programmato”, il numero degli immobili a rischio si può stimare tra mille e 1500. I cittadini che hanno aderito a questo ricorso sobbarcandosi il fastidio e le spese, non hanno solo pensato ai propri interessi, come fa notare il Comitato NoTunnel, ma hanno reso un servizio a tutta la città, permettendoci di conoscere meglio i rischi di quest’opera e dimostrando la sua inutilità.
C’è infine un’altra azione in preparazione, pensata per quei cittadini non direttamente coinvolti dai  lavori, che potrebbero fare ricorso per tutelarsi dal danno alla propria qualità della vita. Anche questo ricorso - definito "ad adiuvandum" -  consentirebbe di chiedere al giudice lo stop dei lavori, e il comitato promotore chiede in particolare a noi politici contrari all’opera di sottoscriverlo e promuoverlo, dando così un segno concreto di partecipazione alla battaglia contro lo scempio del tunnel. Ho già dichiarato la mia adesione al ricorso "ad adiuvandum".
Tutte queste azioni collettive si sommano all'esposto già presentato alla Commissione Europea e alla Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente, al Ricorso alla Corte dei conti e ad altri esposti presentati in Procura. Insomma chi vuol fare passare l'Alta Velocità da Firenze presto e bene ha scelto proprio la strada sbagliata.
[perUnaltracittà 26/07/10]
La consigliera aderisce al ricorso "ad adiuvandum". Comunicazione oggi in Consiglio comunale
Sul passante dell’Alta Velocità a Firenze pendono diverse nuove azioni legali collettive.
Oggi verrà presentato alla sezione fiorentina della Corte dei Conti un esposto, promosso dal Comitato contro il Sottoattraversamento, che evidenzia i rischi di danni erariali che il progetto comporta, sia per i costi preventivati  - già esorbitanti rispetto all’alternativa di superficie - che per i loro probabili aumenti, nonché per i danni ambientali che produrrà e che dovranno essere riparati.
Mercoledì 28 luglio invece arriverà in Tribunale il ricorso di 103 famiglie che chiedono al giudice di fermare i cantieri per scongiurare danneggiamenti a centinaia di edifici, molti di più dei 227 dichiarati dai costruttori. Secondo le perizie dei tecnici incaricati, il bacino di suolo interessato dai cedimenti nella fase di scavo è molto più ampio di quanto detto e il livello di rischio tre volte maggiore, così aumenta in proporzione il numero degli edifici a rischio. Inoltre nell’elenco di FS non ci sono nemmeno gli edifici interessati all'abbassamento o all'innalzamento della falda, fenomeno che colpirà soprattutto la zona tra via Mannelli e i viali di circonvallazione, tra via Campo d'Arrigo e viale dei Mille, tra viale Corsica, viale Redi e via Mariti, la zona attorno a via del Romito, tutto il quartiere del Lippi, la zona del Sodo e delle Tre Pietre. Considerando questo “terremoto programmato”, il numero degli immobili a rischio si può stimare tra mille e 1500. I cittadini che hanno aderito a questo ricorso sobbarcandosi il fastidio e le spese, non hanno solo pensato ai propri interessi, come fa notare il Comitato NoTunnel, ma hanno reso un servizio a tutta la città, permettendoci di conoscere meglio i rischi di quest’opera e dimostrando la sua inutilità.
C’è infine un’altra azione in preparazione, pensata per quei cittadini non direttamente coinvolti dai  lavori, che potrebbero fare ricorso per tutelarsi dal danno alla propria qualità della vita. Anche questo ricorso - definito "ad adiuvandum" -  consentirebbe di chiedere al giudice lo stop dei lavori, e il comitato promotore chiede in particolare a noi politici contrari all’opera di sottoscriverlo e promuoverlo, dando così un segno concreto di partecipazione alla battaglia contro lo scempio del tunnel. Ho già dichiarato la mia adesione al ricorso "ad adiuvandum".
Tutte queste azioni collettive si sommano all'esposto già presentato alla Commissione Europea e alla Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente, al Ricorso alla Corte dei conti e ad altri esposti presentati in Procura. Insomma chi vuol fare passare l'Alta Velocità da Firenze presto e bene ha scelto proprio la strada sbagliata.

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

Facebook MySpace Twitter Digg Delicious Stumbleupon Google Bookmarks RSS Feed 
Follow us on Twitter

notav


Prossimi appuntamenti

Nessun evento

I nostri atti

atti_nuovi

atti

Ricevi le nostre notizie

Iscriviti alla newsletter

Contribuisci anche tu

La lista di cittadinanza perUnaltracittà è completamente autofinanziata.

Anche tu puoi contribuire alla sua crescita con
una donazione sul conto corrente:

Iban - IT80 M050 1802 8000 0000 0114 009

presso Banca Popolare Etica.