Venerdì, Settembre 10, 2010

Alta velocità

Tav, l'inganno del sottosuolo fiorentino

Alta velocità

[perUnaltracittà 06/09/10]

Il paragone con i lavori BTP di viale Belfiore
Firenze subirà i cantieri delle Ferrovie per un tempo indefinito

Veniamo a sapere da Riccardo Fusi, patron di Baldassini e Tognozzi, una delle maggiori imprese di costruzioni italiane, che lo scavo di viale Belfiore non è in ritardo, è che scavare lì è difficile, difficilissimo: per uno scavo di 1 ettaro di superficie, e 22 metri di profondità, non sono bastati i 5 anni del permesso iniziale, ce ne vogliono altri 5. Qualcuno può dire allora con una certa credibilità quanto ci vorrà per la Stazione Foster, che è a soli 100 metri di distanza dal cantiere di viale Belfiore e che prevede uno scavo di 4 ettari, profondo 45 metri? Senza parlare dei lavori per il doppio tunnel di 7 km. Qualcuno può credere alle assurde previsioni di completamente dell’intero sottoattraversamento, stazione compresa, in 7 anni? Vogliamo raddoppiare, come minimo, i tempi della cantierizzazione in città? Vogliamo dire le cose come stanno?

Intanto l’AD di Ferrovie, Moretti, con la consueta arroganza, ha parlato chiaro. Alla Stazione Foster niente people mover per Santa Maria Novella, ma una semplice navetta (forse, non è neanche detto), così saremo costretti a cambiare 3 treni in 800 metri. Alla faccia della velocità e della comodità. L’adeguamento del Mugnone, indispensabile per fare i lavori, è invece da considerare un grazioso omaggio alla città. In compenso reclama con durezza l’edificabilità delle aree ferroviarie in zona Campo di Marte, con buona pace del Piano a “volumi zero”, secondo un protocollo d’intesa firmato da amministratori che prima o poi dovranno anche rendere conto di queste scelte. Insomma la faccia dura del potere, che in nome degli affari e dei profitti passa sopra a qualunque cosa. A proposito, anche della sicurezza, e infatti Moretti a Viareggio e dintorni non mette più piede, sennò lo cacciano.

La realtà è che quest’opera è voluta solo per garantire i profitti di grandi operatori, la spartizione di denaro pubblico, l’esercizio del potere da parte di una classe politica del tutto indifferente alle sorti della città. Che pagherà un prezzo altissimo in termini di danni e disagi. Per un tempo indefinito.

   

Lettera aperta a Bersani

Alta velocità

[perUnaltracittà 02/09/10]

De Zordo a fianco dei No Tunnel TAV

Oggi il comitato contro il tunnel Alta Velocità incontra il segretario del PD Bersani e gli consegnerà una lettera aperta, per ricordare l’insensatezza del progetto, i rischi che la città corre, l’inutile spreco di risorse. Da sempre siamo a fianco del comitato in questa lotta, che ha visto finora il PD locale assolutamente impermeabile a qualsiasi dubbio o ripensamento, nonostante i fondatissimi e argomentati studi prodotti da più parti suggerissero quanto meno una maggiore cautela. Chissà se, da un punto di vista più distante dall’intreccio di interessi che si sono cristallizzati a Firenze e in Toscana, si riuscirà a vedere più chiaramente i pericoli, materiali ma anche politici, di perdita di consenso, che questa ennesima “grande opera” comporta, dopo averli colpevolmente ignorati in Mugello. Ce lo auguriamo, ma intanto, per valutare le strategie e le iniziative, l’appuntamento è per un'assemblea pubblica lunedì sera al Parterre.
   

Danni Tav: "Nessuna "monetizzazione" del rischio"

Alta velocità

[perUnaltracittà 27/08/10]

100 milioni per compensazione a Ferrovie

C'è bisogno di ricordare che per il passaggio della Tav il tribunale ha quantificato in oltre 700 milioni di euro il solo risarcimento alla popolazione del Mugello, mentre i danni ambientali ad un intero territorio sono stati definiti irreversibili, cioè non quantificabili? E che un’opera di cui si doveva andare fieri nel mondo, si è rivelata un disastro non "monetizzabile"?

Passare sotto Firenze, le sue case e strade, sotto la Fortezza del Sangallo, sarà operazione molto più rischiosa, per non parlare dei disagi e dei danni di dieci anni di cantieri. Ferme restando tutte le iniziative che abbiamo intrapreso per fermare questa follia (esistendo una alternativa), sarebbe assurdo ipotizzare qualunque accordo che permettesse a Ferrovie la “monetizzazione del rischio”, o anche del disagio, sollevando la stessa dalle sue responsabilità. Ogni danno, ogni buca, ogni crepa, ogni crollo andrà perseguito con la fermezza dovuta verso il comportamento di chi è stato avvertito dei pericoli da parte di tecnici ed esperti, e ha voluto andare ostinatamente verso il disastro.
   

Alta Velocità, De Zordo e Grassi: "Terre di scavo su treno, su quali linee ferroviarie?"

Alta velocità

Alta Velocità, De Zordo e Grassi: "Quali tracce per il trasporto delle terre di scavo sulla linea ferroviaria fiorentina?"
[05/08/2010]
“La modifica del Piano di Gestione delle Terre, provenienti dal cantiere di Campo di Marte dell’Alta Velocità, che prevede solo l’uso dei treni, è senz’altro positiva - affermano i Consiglieri comunali De Zordo e Grassi.
Però alcune riflessioni nel merito delle ripercussioni ferroviarie e della gestione delle analisi delle terre vanno senz’altro fatte: quali saranno le tracce ferroviarie dei due treni giornalieri previsti?
Quali potranno essere le ripercussioni sui treni dei pendolari e su quelli nazionali, in transito da Campo di Marte, Statuto, Rifredi, Empoli, Livorno?
Dove verranno analizzate e caratterizzate le terre di scavo degli scavi del cantiere di Campo di Marte?”
“Sicuramente, se le tracce dei due treni, previsti da settembre fino al febbraio 2011, per portare le terre a Guasticce fossero in orario diurno - aggiungono i due consiglieri comunali -  ci potrebbero essere problemi ed interferenze sul tracciato ferroviario Campo di Marte, Statuto, Rifredi, Empoli, Livorno, sia per quanto riguarda i treni regionali, unica e preziosa risorsa per i pendolari che vengono o partono da Firenze, sia anche per i treni nazionali a lunga percorrenza. Questo non è senza dubbio secondario e sicuramente sarebbe preferibile una individuazione di tracce notturne.”
"Altri aspetti non trascurabili sono senz’altro l’individuazione precisa del luogo deputato all’analisi e caratterizzazione delle terre di scavo prodotte nel cantiere di Campo di Marte - concludono De Zordo e Grassi - e se RFI ha presentato o meno un progetto per eliminare i camion per il trasporto delle terre".
[05/08/2010]
“La modifica del Piano di Gestione delle Terre, provenienti dal cantiere di Campo di Marte dell’Alta Velocità, che prevede solo l’uso dei treni, è senz’altro positiva - affermano i Consiglieri comunali De Zordo e Grassi.
Però alcune riflessioni nel merito delle ripercussioni ferroviarie e della gestione delle analisi delle terre vanno senz’altro fatte: quali saranno le tracce ferroviarie dei due treni giornalieri previsti?
Quali potranno essere le ripercussioni sui treni dei pendolari e su quelli nazionali, in transito da Campo di Marte, Statuto, Rifredi, Empoli, Livorno?
Dove verranno analizzate e caratterizzate le terre di scavo degli scavi del cantiere di Campo di Marte?”
“Sicuramente, se le tracce dei due treni, previsti da settembre fino al febbraio 2011, per portare le terre a Guasticce fossero in orario diurno - aggiungono i due consiglieri comunali -  ci potrebbero essere problemi ed interferenze sul tracciato ferroviario Campo di Marte, Statuto, Rifredi, Empoli, Livorno, sia per quanto riguarda i treni regionali, unica e preziosa risorsa per i pendolari che vengono o partono da Firenze, sia anche per i treni nazionali a lunga percorrenza. Questo non è senza dubbio secondario e sicuramente sarebbe preferibile una individuazione di tracce notturne.”
"Altri aspetti non trascurabili sono senz’altro l’individuazione precisa del luogo deputato all’analisi e caratterizzazione delle terre di scavo prodotte nel cantiere di Campo di Marte - concludono De Zordo e Grassi - e se RFI ha presentato o meno un progetto per eliminare i camion per il trasporto delle terre".
   

Tav: "Nuove azioni legali collettive, aderirò anch'io"

Alta velocità

Tav, De Zordo: "Nuove azioni legali collettive"
[perUnaltracittà 26/07/10]
La consigliera aderisce al ricorso "ad adiuvandum". Comunicazione oggi in Consiglio comunale
Sul passante dell’Alta Velocità a Firenze pendono diverse nuove azioni legali collettive.
Oggi verrà presentato alla sezione fiorentina della Corte dei Conti un esposto, promosso dal Comitato contro il Sottoattraversamento, che evidenzia i rischi di danni erariali che il progetto comporta, sia per i costi preventivati  - già esorbitanti rispetto all’alternativa di superficie - che per i loro probabili aumenti, nonché per i danni ambientali che produrrà e che dovranno essere riparati.
Mercoledì 28 luglio invece arriverà in Tribunale il ricorso di 103 famiglie che chiedono al giudice di fermare i cantieri per scongiurare danneggiamenti a centinaia di edifici, molti di più dei 227 dichiarati dai costruttori. Secondo le perizie dei tecnici incaricati, il bacino di suolo interessato dai cedimenti nella fase di scavo è molto più ampio di quanto detto e il livello di rischio tre volte maggiore, così aumenta in proporzione il numero degli edifici a rischio. Inoltre nell’elenco di FS non ci sono nemmeno gli edifici interessati all'abbassamento o all'innalzamento della falda, fenomeno che colpirà soprattutto la zona tra via Mannelli e i viali di circonvallazione, tra via Campo d'Arrigo e viale dei Mille, tra viale Corsica, viale Redi e via Mariti, la zona attorno a via del Romito, tutto il quartiere del Lippi, la zona del Sodo e delle Tre Pietre. Considerando questo “terremoto programmato”, il numero degli immobili a rischio si può stimare tra mille e 1500. I cittadini che hanno aderito a questo ricorso sobbarcandosi il fastidio e le spese, non hanno solo pensato ai propri interessi, come fa notare il Comitato NoTunnel, ma hanno reso un servizio a tutta la città, permettendoci di conoscere meglio i rischi di quest’opera e dimostrando la sua inutilità.
C’è infine un’altra azione in preparazione, pensata per quei cittadini non direttamente coinvolti dai  lavori, che potrebbero fare ricorso per tutelarsi dal danno alla propria qualità della vita. Anche questo ricorso - definito "ad adiuvandum" -  consentirebbe di chiedere al giudice lo stop dei lavori, e il comitato promotore chiede in particolare a noi politici contrari all’opera di sottoscriverlo e promuoverlo, dando così un segno concreto di partecipazione alla battaglia contro lo scempio del tunnel. Ho già dichiarato la mia adesione al ricorso "ad adiuvandum".
Tutte queste azioni collettive si sommano all'esposto già presentato alla Commissione Europea e alla Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente, al Ricorso alla Corte dei conti e ad altri esposti presentati in Procura. Insomma chi vuol fare passare l'Alta Velocità da Firenze presto e bene ha scelto proprio la strada sbagliata.
[perUnaltracittà 26/07/10]
La consigliera aderisce al ricorso "ad adiuvandum". Comunicazione oggi in Consiglio comunale
Sul passante dell’Alta Velocità a Firenze pendono diverse nuove azioni legali collettive.
Oggi verrà presentato alla sezione fiorentina della Corte dei Conti un esposto, promosso dal Comitato contro il Sottoattraversamento, che evidenzia i rischi di danni erariali che il progetto comporta, sia per i costi preventivati  - già esorbitanti rispetto all’alternativa di superficie - che per i loro probabili aumenti, nonché per i danni ambientali che produrrà e che dovranno essere riparati.
Mercoledì 28 luglio invece arriverà in Tribunale il ricorso di 103 famiglie che chiedono al giudice di fermare i cantieri per scongiurare danneggiamenti a centinaia di edifici, molti di più dei 227 dichiarati dai costruttori. Secondo le perizie dei tecnici incaricati, il bacino di suolo interessato dai cedimenti nella fase di scavo è molto più ampio di quanto detto e il livello di rischio tre volte maggiore, così aumenta in proporzione il numero degli edifici a rischio. Inoltre nell’elenco di FS non ci sono nemmeno gli edifici interessati all'abbassamento o all'innalzamento della falda, fenomeno che colpirà soprattutto la zona tra via Mannelli e i viali di circonvallazione, tra via Campo d'Arrigo e viale dei Mille, tra viale Corsica, viale Redi e via Mariti, la zona attorno a via del Romito, tutto il quartiere del Lippi, la zona del Sodo e delle Tre Pietre. Considerando questo “terremoto programmato”, il numero degli immobili a rischio si può stimare tra mille e 1500. I cittadini che hanno aderito a questo ricorso sobbarcandosi il fastidio e le spese, non hanno solo pensato ai propri interessi, come fa notare il Comitato NoTunnel, ma hanno reso un servizio a tutta la città, permettendoci di conoscere meglio i rischi di quest’opera e dimostrando la sua inutilità.
C’è infine un’altra azione in preparazione, pensata per quei cittadini non direttamente coinvolti dai  lavori, che potrebbero fare ricorso per tutelarsi dal danno alla propria qualità della vita. Anche questo ricorso - definito "ad adiuvandum" -  consentirebbe di chiedere al giudice lo stop dei lavori, e il comitato promotore chiede in particolare a noi politici contrari all’opera di sottoscriverlo e promuoverlo, dando così un segno concreto di partecipazione alla battaglia contro lo scempio del tunnel. Ho già dichiarato la mia adesione al ricorso "ad adiuvandum".
Tutte queste azioni collettive si sommano all'esposto già presentato alla Commissione Europea e alla Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente, al Ricorso alla Corte dei conti e ad altri esposti presentati in Procura. Insomma chi vuol fare passare l'Alta Velocità da Firenze presto e bene ha scelto proprio la strada sbagliata.
   

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