Venerdì, Settembre 10, 2010

Il quadro del disastro

0 - Edizioni Unaltracittà/Unaltromondo

Il quadro del disastro

Antonio Fiorentino

Il quadro del disastro

 

FIRENZE

Quaderni di inchiesta urbana

a cura di

Ornella De Zordo


La collana Quaderni di inchiesta urbana intende mettere a fuoco alcuni degli aspetti più problematici del tessuto urbano fiorentino. Attivisti/e e studiosi/e, hanno accettato la sfida del piccolo formato, per presentare le loro analisi e proposte per la città.


Quaderni pubblicati:

P. Baldeschi, G. Barbacetto, M. De Zordo, E. Salzano, L’affaire Castello

Chiara Brilli e Domenico Guarino, Cultura prêt-à-porter

Donatella Della Porta, Firenze in movimento

Franca Falletti e Daniele Lombardi, Libello fazioso sulla cultura

Tommaso Fattori, Impero Spa: i mercanti d’acqua

Antonio Fiorentino, Il quadro del disastro

Marvi Maggio, Il diritto alla città

Alessandro Margara, Il carcere oggi: a Firenze e ovunque

Valeria Nardi, Non bruciamoci il futuro

Quaderni in preparazione su: Accoglienza, Ambiente, Casa, Comitati, Intercultura, Mobilità, Partecipate, Tav.


Antonio Fiorentino

Il quadro del disastro


Edizioni Unaltracittà/Unaltromondo

Edizioni Unaltracittà/Unaltromondo - Firenze

www.unaltracittaunaltromondo.it

Copyleft - dicembre 2008

E’ consentita la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica purché non a scopo commerciale

ISBN 978-88-903870-4-3

 

1 - Premessa

Il quadro del disastro

Premessa


L’attuale condizione urbana a Firenze appare oggi particolarmente problematica. La città è soffocata da livelli di inquinamento atmosferico al di sopra della soglia di sicurezza; la presenza invadente dei veicoli privati è entrata stabilmente nel panorama cittadino; il livello di congestione e di invivibilità è tale da costringere molti residenti a trasferirsi altrove, spinti anche dagli insostenibili prezzi delle abitazioni e degli affitti in costante aumento sia per l’inconsistenza delle politiche pubbliche di edilizia sociale che per il carattere pressoché illimitato della domanda di immobili che caratterizza una città d’arte come Firenze.

Pesante è la manomissione del patrimonio storico della città, come grave il suo uso strumentale per alimentare la rendita di posizione di attività commerciali e espositivo-promozionali che pericolosamente si concentrano attorno al Polo fieristico della Fortezza da Basso. La città cresce anche al proprio interno, proprio sulle aree industriali dismesse, che avrebbero potuto costituire un vero e proprio sistema di vuoti urbani intorno a cui riorganizzare in maniera ecologica le funzioni dell’area fiorentina.

E’ prevalsa invece la logica del contenitore. Si moltiplicano i “grandi cantieri” e le “grandi opere” che ne aumentano il grado di congestione, esasperando le già precarie condizioni di vita degli abitanti. Purtroppo, le amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi decenni, anche in preda a conflittualità interne, hanno spesso dimostrato subalternità agli interessi economici privati, a scapito della valorizzazione della città in quanto bene comune. Cercheremo qui, attraverso la descrizione dei casi più significativi, di spiegare quali sono oggi le tendenze in atto, come si sta trasformando il sistema urbano, risalendo, fin dove possibile, alle scelte politico–amministrative che le hanno generate.

   

2 - Il polo espositivo della Fortezza

Il quadro del disastro

Il polo espositivo della Fortezza


A Firenze le vicende legate alla Fortezza da Basso rappresentano una profonda ferita, non ancora rimarginata, nel cuore della città. Non c’è fiorentino che non ne sia rimasto coinvolto, sia per il grave disagio causato dai cantieri, con i loro colossali ingorghi di traffico, che per i gravosi costi economici, presenti e futuri, che ciascuno è chiamato a saldare. E tutto ciò in nome di un’errata idea di sviluppo e modernizzazione della città che ha portato l’amministrazione a localizzare il “Quartiere fieristico integrato” proprio nell’area della Fortezza da Basso, nel Centro Storico di Firenze a pochi passi dalla Stazione di Santa Maria Novella. La Fortezza è sicuramente uno dei beni culturali più rilevanti di Firenze, e il complesso monumentale come l’area circostante dei giardini sono sottoposte a un Vincolo diretto di tutela che definisce il monumento «uno dei più importanti esempi di fortificazione cinquecentesca che riveste notevole interesse per la storia dell’architettura militare italiana». La destinazione fieristica del complesso monumentale ha inizio negli anni ’70 ma è il recente Piano Strategico “Firenze 2010” a sancire la trasformazione del prezioso monumento in un centro espositivo di dimensioni colossali. Tramite lo strumento del “project financing”, che dovrebbe consentire alle amministrazioni pubbliche di costruire opere a costi zero, in quanto cedono ai costruttori i ricavi della gestione delle stesse, sono stati realizzati il sottopasso di Viale Strozzi e il parcheggio interrato nel piazzale Caduti dei Lager.

Firenze Mobilità Spa è la società che nel 2002 si aggiudica la gestione del project, un cartello la cui capofila è Baldassini-Tognozzi-Pontello (BTP), colosso toscano delle costruzioni, che partecipa assieme alla Camera di Commercio, Firenze Parcheggi (a maggioranza pubblica) e altri. Nella proposta accettata è compresa anche la costruzione di altri parcheggi e la realizzazione del Parco del Torrente Mensola. Tutto facile, no? Ben presto, però, il meccanismo si inceppa. La vicenda del parcheggio interrato assume i toni di una commedia surreale. I tre piani previsti diventano due a causa della presenza della falda acquifera, maldestramente non prevista in fase di progettazione. A lavori ultimati, la costruzione sporge di un piano dal livello di campagna, leggermente in pendenza, contravvenendo alle disposizioni del Soprintendente Lolli Ghetti il quale, nel lontano novembre 2001, pone la condizione che «Il progetto del parcheggio dovrà pertanto seguire le linee del giardino soprastante e mai viceversa». Come è potuto avvenire tutto ciò? Chi sono i responsabili di questo scempio? Al momento non è dato sapere, la magistratura sta indagando.

L’altra opera del project, il sottopasso di Viale Strozzi, viene realizzata tra il 2003 e il 2004, anche qui non senza incertezze e clamorosi errori nella progettazione e nella realizzazione. Numerose sono state le modifiche che hanno semplificato notevolmente il progetto iniziale: anche in questo caso è spuntata una richiesta di costi aggiuntivi di oltre 3 milioni di euro, che sommati ai circa 7 richiesti per il parcheggio portano a 10 milioni il debito delle casse del comune nei confronti di Firenze Mobilità Spa. Altro che costi zero! Sia la magistratura che la Corte dei Conti, per individuare eventuali danni erariali, hanno aperto delle indagini per vederci chiaro.

Le vicende legate al polo espositivo della Fortezza registrano ancora altri episodi degni di nota. Clamorosa è stata la condanna del sindaco Domenici, da parte della Corte d’appello, per il «danneggiamento di beni sottoposti a tutela storica e artistica » in seguito all’abbattimento di quattro alberi alla Fortezza da Basso, ordinato nel maggio 2003 per consentire lo svolgimento di Pitti Immagine Uomo. La recente decisione della Cassazione ha tuttavia annullato la precedente sentenza per prescrizione del reato. Al di là degli esiti legali, non possiamo non sostenere che tutta la vicenda è sicuramente deprecabile sul piano politico e culturale. Le questioni legate alla Fortezza hanno spesso sollevato grandi clamori e non del tutto infondate perplessità, come nel caso del sequestro dei padiglioni considerati abusivi, avvenuto il 21 febbraio 2007 su ordine della magistratura fiorentina. Nel corso degli anni queste costruzioni erano spuntate, all’interno della Fortezza, come funghi sulla base di autorizzazioni edilizie temporanee, e non rinnovate, mentre i padiglioni non erano più stati smontati ed erano privi delle necessarie autorizzazioni, quali ad esempio quelle dei Vigili del Fuoco. L’inchiesta aperta dalla Procura resta ancora in piedi, compresi gli avvisi di garanzia emessi, mentre vale la pena ricordare che per il Tribunale del Riesame: «il complesso fieristico della Fortezza è cresciuto in una ‘terra di nessuno’ dal punto di vista della legittimità urbanistica. Forse accade quando la pubblica amministrazione deve autorizzare se stessa».

   

Pagina 1 di 4

Facebook MySpace Twitter Digg Delicious Stumbleupon Google Bookmarks RSS Feed 
Follow us on Twitter

notav


Prossimi appuntamenti

Nessun evento

I nostri atti

atti_nuovi

atti

Ricevi le nostre notizie

Iscriviti alla newsletter

Contribuisci anche tu

La lista di cittadinanza perUnaltracittà è completamente autofinanziata.

Anche tu puoi contribuire alla sua crescita con
una donazione sul conto corrente:

Iban - IT80 M050 1802 8000 0000 0114 009

presso Banca Popolare Etica.