Mercoledì, Settembre 08, 2010

Il quadro del disastro

9 - Tracimazione a Sud-Ovest: Mantignano e Ugnano

Il quadro del disastro

Tracimazione a Sud-Ovest: Mantignano e Ugnano


L’area compresa tra l’Arno, la Greve e il comune di Scandicci, a sud ovest del territorio comunale, è una vasta zona pianeggiante fortemente caratterizzata dalla presenza di orti, frutteti e vivai. E’ un’area periferica che, miracolosamente, si è salvata dalla diffusione a macchia d’olio della città, in cui è ancora molto attiva un’agricoltura intensiva in grado di produrre reddito e di mantenere il territorio in un ottimo stato di conservazione. E’ la zona dell’Oltregreve, con i borghi di Mantignano, Ugnano, Sollicciano, dove storicamente si sono concentrati gli orti fiorentini che hanno alimentato, e tuttora alimentano, imercati locali.

Le straordinarie caratteristiche storiche, morfologiche e produttive di questa zona, hanno trovato un giusto riconoscimento all’interno del nuovo Piano Strutturale del 2007 che inserisce questa tra le Aree agricole di interesse primario del territorio comunale da sottoporre quindi a particolare salvaguardia.

Anche la Provincia tutela questa zona, mentre l’Autorità di Bacino avverte che questa, da un punto di vista idrologico è un’area a rischio a causa delle possibili inondazioni dell’Arno, della Greve e del ristagno frequente delle acque meteoriche.

Come accade spesso a Firenze, ancora una volta i fatti smentiscono i buoni propositi. L’amministrazione, nell’area dei propri vivai, intende realizzare il canile municipale, eufemisticamente definito “Parco degli animali”, con annessi parcheggi e strutture dedicate, quali un grande forno crematorio. L’ampliamento dei tre attuali piccoli cimiteri parrocchiali della zona, per dar vita ad un “Polo Cimiteriale” con annessi parcheggi e infrastrutture varie, gestito mediante il fallimentare, per i cittadini, sistema del project financing, è un altro progetto dell’amministrazione, che sta anche realizzando, nella parte settentrionale, una strada a scorrimento veloce di collegamento est-ovest. Infine, l’intervento più discutibile, è quello relativo alla costruzione di un Centro metropolitano di rottamazione degli autoveicoli non più utilizzati.

Questo è un impianto che si sviluppa su di una superficie di 4 ettari di terreno agricolo e prevede la costruzione di capannoni alti 12 metri e di edifici di 3 piani, con il quale si dovrebbe trattare lo smaltimento di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi. In verità si tratta di una vera e propria “bomba ecologica”, così come è stata definita dal locale Comitato di cittadini che prontamente si è costituito a difesa della salute pubblica e del territorio, posta in un luogo dal fragile equilibrio ambientale.

Le perplessità sorte non sono solo di tipo ambientale ma anche normativo e procedurale. Sorprende, leggendo la proposta di delibera del consiglio comunale dello scorso luglio, che un privato possa veder accolte e inserite nei piani urbanistici proposte che, nonostante siano dichiarate «in contrasto sia con il Piano Regolatore Generale (PRG) che con il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia (PTCP)», abbiano la forza di modificare le previsioni dei piani stessi. Si tratta di una grave rottura disciplinare con la quale il piano urbanistico non riesce più a tutelare gli interessi collettivi e a regolare gli egoismi privati, a causa dei numerosi accordi che l’amministrazione realizza volta per volta con le forze economiche dominanti. La città non è più regolata da un disegno unitario, ma diventa una somma di progetti, di distorte occasioni di valorizzazione immobiliare a favore di pochi e di deterioramento delle condizioni di vita a danno di molti.

 

10 - Conclusioni

Il quadro del disastro

Conclusioni

Nello splendido film di Paul Haggis, “Nella Valle di Elah”, il protagonista, alla ricerca del proprio figlio reduce della guerra in Irak, fa notare a chi, distrattamente, esponeva la bandiera degli Stati Uniti al contrario: «Sai cosa significa quando la bandiera sventola capovolta?»

«No» gli risponde l’uomo.

«E’ una richiesta internazionale di soccorso».

«Sul serio?».

«Sul serio. Significa che siamo nei casini. Qualcuno deve venire a salvarci il culo perché non ce la caviamo da soli».

E’ da tempo che anche noi cittadini abbiamo issato su Palazzo Vecchio, almeno idealmente, il gonfalone di Firenze al contrario, non solo in quanto richiesta internazionale di soccorso, ma anche per testimoniare l’esistenza di donne e uomini che non si sono rassegnati, e che da anni si battono contro i danni provocati alla cittadinanza da queste amministrazioni.

   

11 - Bibliografia e Sitografia

Il quadro del disastro

Bibliografia


G. Campos Venuti, P. Costa, L. Piazza, O. Reali (a cura di), Firenze: per una urbanistica della qualità, Venezia, Marsilio, 1985; “Casabella, rivista di architettura”, n. 434, marzo 1978; n. 699, aprile 2002; n. 703, settembre 2002; n. 738, novembre 2005;

A. Cederna, I Vandali in casa cinquant’anni dopo, a cura di Francesco Erbani, Bari, Laterza, 2006;

C. Clemente, R. Innocenti (a cura di), La Formazione del nuovo piano di Firenze, Milano, Franco Angeli, 1994;

A. Magnaghi, Il progetto locale, Torino, Bollati Boringhieri, 2001;

M. Massa, Firenze: ferrovie e città, progetto di recupero urbano, Firenze, giugno 1995;

L. Offeddu, F. Sansa, Milano da morire, Milano, Rizzoli, 2007;

G. Paba, Luoghi comuni, Milano, Franco Angeli, 1998;

G. Pizziolo, Firenze com’è. Territorio e potere nella metropoli diffusa, Firenze, Clusf, 1981;

M. Preve, F. Sansa, Il partito del cemento, Milano, Chiarelettere, 2008.



Sitografia


Comitati dei Cittadini Firenze

www.firenzecomitaticittadini.blogspot.com

Comitato ex Panificio Militare Firenze

www.coexpami.it

Difesa dei beni culturali

www.patrimoniosos.it

L’Altracittà, giornale della periferia

www.altracitta.org

Mappa delle emergenze territoriali

www.toscanainfelix.org

ReTe – Comitati toscani per la difesa del territorio

www.territorialmente.it

Unaltracittà/Unaltromondo

www.unaltracittaunaltromondo.it

Urbanistica, società, politica

www.eddyburg.it

   

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