[perUnaltracittà 09/03/2010] Contro il decreto governativo che limita la libera informazione
Sono quasi cento in tutta la Toscana le emittenti radiotelevisive colpite dal decreto Milleproproghe voluto dal Governo. Con questo atto l'esecutivo taglia i finanziamenti all'editoria locale. Si tratta di una decisione grave che vede ancora una volta Berlusconi colpire - strano ma vero - sia il pluralismo informativo che l'occupazione. I tagli alle testate locali infatti sono retroattivi al 2009 e mettono a serio rischio la vita stessa di quelle redazioni giornalistiche che sono più vicine alle realtà locali.
Con questa decisione la maggioranza che guida il Paese tenta di sopprimere quelle esperienze che ancora producono informazione radiotelevisiva fuori dal duopolio Rai-Mediaset. Anche questo è un modo per mettere a serio rischio ancora una volta la democrazia, che ha un estremo bisogno - e in quest'epoca ancora di più - di vedere la stampa produrre informazione libera e indipendente, capace con la propria azione di esercitare il controllo sul potere politico.
perUnaltracittà è quindi solidale con tanti lavoratori, siano essi giornalisti o operatori dell'informazione, e con gli editori, certa che solo un immediato ripristino delle provvidenze statali possa permettere quegli investimenti utili al mantenimento dell'occupazione e allo sviluppo delle attività delle testate radiotelevisive locali.
Sono quasi cento in tutta la Toscana le emittenti radiotelevisive colpite dal decreto Milleproproghe voluto dal Governo. Con questo atto l'esecutivo taglia i finanziamenti all'editoria locale. Si tratta di una decisione grave che vede ancora una volta Berlusconi colpire - strano ma vero - sia il pluralismo informativo che l'occupazione. I tagli alle testate locali infatti sono retroattivi al 2009 e mettono a serio rischio la vita stessa di quelle redazioni giornalistiche che sono più vicine alle realtà locali.
Con questa decisione la maggioranza che guida il Paese tenta di sopprimere quelle esperienze che ancora producono informazione radiotelevisiva fuori dal duopolio Rai-Mediaset. Anche questo è un modo per mettere a serio rischio ancora una volta la democrazia, che ha un estremo bisogno - e in quest'epoca ancora di più - di vedere la stampa produrre informazione libera e indipendente, capace con la propria azione di esercitare il controllo sul potere politico.
perUnaltracittà è quindi solidale con tanti lavoratori, siano essi giornalisti o operatori dell'informazione, e con gli editori, certa che solo un immediato ripristino delle provvidenze statali possa permettere quegli investimenti utili al mantenimento dell'occupazione e allo sviluppo delle attività delle testate radiotelevisive locali.
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