Firenze, 30 Giugno 2008
I fatti accaduti durante il Pride di Bologna a Graziella Bertozzo, esponente di "Facciamo Breccia" e figura storica del movimento glbt italiano ci consegnano un paese dove i diritti più elementari vengono calpestati, l'omofobia ed il razzismo stanno dilagando e l'ossessione securitaria dà luogo a repressioni violente da parte delle forze dell'ordine. Com'è possibile che in uno stato di diritto, a conclusione di un grande e pacifico corteo che rivendicava diritti e cittadinanza per tutte/i, senza alcun motivo se non quello intimidatorio per il suo impegno militante, una manifestante venga aggredita, ammanettata e portata in questura per uscirne tre ore dopo con un'accusa di "resistenza e lesioni"?
Unaltracittà/Unaltromondo esprime solidarietà a Graziella e a tutto il coordinamento "Facciamo Breccia" ed invita tutte le realtà, associazioni, comitati e partiti, che dichiarano di impegnarsi sul terreno della democrazia, a prendere una posizione netta in difesa dei diritti di tutti/e e a coordinare azioni concrete per salvare il Paese dalla deriva fascista, xenofoba ed omofoba nella quale è precipitato dopo le ultime elezioni.
I fatti accaduti durante il Pride di Bologna a Graziella Bertozzo, esponente di "Facciamo Breccia" e figura storica del movimento glbt italiano ci consegnano un paese dove i diritti più elementari vengono calpestati, l'omofobia ed il razzismo stanno dilagando e l'ossessione securitaria dà luogo a repressioni violente da parte delle forze dell'ordine. Com'è possibile che in uno stato di diritto, a conclusione di un grande e pacifico corteo che rivendicava diritti e cittadinanza per tutte/i, senza alcun motivo se non quello intimidatorio per il suo impegno militante, una manifestante venga aggredita, ammanettata e portata in questura per uscirne tre ore dopo con un'accusa di "resistenza e lesioni"?
Unaltracittà/Unaltromondo esprime solidarietà a Graziella e a tutto il coordinamento "Facciamo Breccia" ed invita tutte le realtà, associazioni, comitati e partiti, che dichiarano di impegnarsi sul terreno della democrazia, a prendere una posizione netta in difesa dei diritti di tutti/e e a coordinare azioni concrete per salvare il Paese dalla deriva fascista, xenofoba ed omofoba nella quale è precipitato dopo le ultime elezioni.
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