Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Laicità

Il Papa ad Arezzo, De Zordo: "Rossi invita al risparmio ma spreca 120.000 euro di denaro pubblico"

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Il Papa ad Arezzo, De Zordo: "Rossi invita al risparmio ma spreca 120.000 euro di denaro pubblico"
Renzi invia il Gonfalone a La Verna senza nessun ragionevole motivo.

Il presidente della Regione Toscana ha lanciato proprio ieri una spending review che dovrebbe permettere ai toscani di indicare gli sprechi del bilancio regionale. Peccato che il suo governo abbia stanziato - cifra mai smentita - ben 120.000 euro per le spese relative alla visita del Papa ad Arezzo. Il costo totale della visita pare raggiungere (c'è anche un'interrogazione parlamentare della radicale Poretti in merito) i 500.000 euro provenienti dal bilancio pubblico italiano, tra contributi di Governo, Regione, Provincia e vari Comuni coinvolti dalla visita pastorale.
Sfugge il collegamento tra l'abnorme entità di questa cifra e l'evento in sé, per non parlare della contraddizione con il messaggio papale incentrato su sobrietà, nuovi stili di vita e crisi fatta pagare alle classi più deboli. Ma questa assurdità riguarderebbe solo i cattolici che al Papa fanno riferimento. Quel che riguarda invece tutti e tutte è il fatto che in un momento come questo il denaro pubblico, anziché sostenere per l'appunto i piu deboli, venga speso per la visita di Benedetto XVI ai suoi fedeli.
Su un altro piano, appare del tutto fuori luogo anche il fatto che il comune di Firenze abbia scelto di inviare al Santuario di La Verna il Gonfalone della città che il sindaco Renzi aveva clamorosamente fatto mancare in altre occasioni di enorme rilevanza civica, l'ultima delle quali è stata la manifestazione antirazzista per l'assassinio dei due senegalesi in piazza Dalmazia; perchè il simbolo civile della città viene inviato ad un evento religioso che riguarda solo una parte della popolazione e non a un appuntamento in difesa dei valori espressi dalla Costituzione che è patrimonio di tutti/e?
E dove sta l'equidistanza che le istituzioni devono mantenere nei confronti delle sensibilità religiose, areligiose e non-religiose dei cittadini? E perchè a decidere dove va il Gonfalone è solo il sindaco me non il Consiglio comunale che rappresenta la totalità della popolazione? Sosteniamo l'azione del Comitato 13 maggio formato da cittadini che hanno manifestato oggi ad Arezzo contro le politiche clericali ed antisociali delle istituzioni e si battono per una società più laica e più giusta.
   

Cimiteri, Grassi e De Zordo: "Maggioranza calcia in angolo per non rischiare l'autogol"

Laicità


Cogliamo l’occasione del rinvio per cassare l’articolo che introduce il cimitero dei feti


“Dopo aver difeso per 20 giorni la delibera sul regolamento cimiteriale e aver approvato in Commissione Sanità lo scorso venerdì un parere favorevole alla delibera, oggi la maggioranza ha calciato in angolo per non rischiare l’autogol – affermano i  Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo – non facendo venire l’Assessore Saccardi a presentare la delibera e quindi obbligando il Consiglio al rinvio della discussione.”

“Cogliamo l’occasione del rinvio di almeno due settimane per cassare l’intero articolo 26 comma 7 che introduce e individua l’area a Trespiano su cui far sorgere il cimitero dei feti. Questo il nostro auspicio, dopo che la maggioranza ha dimostrato la sua profonda eterogeneità e divisione quando si affrontano scelte che implicano una valutazione sulla Legge 194. Si è preferito rinviare piuttosto che ritrovarsi con una delibera approvata solo ed esclusivamente grazie ai voti del centro-destra. Proprio quel centro-destra che solo la settimana scorsa ha rivendicato di aver affisso fuori da un consultorio cittadino dei cartelli profondamente offensivi verso le donne e l'autodeterminazione sancita dalla legge.”
   

Sepoltura feti: il Q1 contro l'area apposita

Laicità

Sepoltura feti: Approvata dal Consiglio di Q1 la proposta di perUnaltracittà con cui viene respinto l'articolo 26, comma 7 del regolamento di Polizia Mortuaria.
Soddisfazione del consigliere Marco Sodi

Nella seduta serale del 28 Marzo del Consiglio di Quartiere 1 è stata accolta la proposta di perUnaltracittà per sopprimere l'articolo 26, comma 7, del Regolamento di Polizia Mortuaria che prevede la realizzazione di un spazio specifico all’interno degli ambiti cimiteriali per la sepoltura 'per i prodotti abortivi e quelli del concepimento'.
"Con un voto unanime è stato espresso parere favorevole al Regolamento di Polizia Mortuaria a condizione che l'articolo 26, comma 7, sia interamente eliminato. Esprimo soddisfazione perché tale decisione rappresenterebbe sia uno strumento nel processo di colpevolizzazione della donna sia un attacco contro la legge 194" - spiega il consigliere di perUnaltracittà Sodi - "inoltre non ha nulla a che fare con il rispetto della legge sulla sepoltura dei feti, DPR 285, tale legge infatti viene regolarmente applicata nel Comune di Firenze e non fa assolutamente riferimento alla necessità di creare aree di sepoltura distinte per i feti".
"Siamo convinti che il consiglio di Quartiere 1 abbia così abrogato un articolo che sotto la forma di una normale norma burocratica, di fatto personalizza il feto e indebolisca le donne, invece di proteggerle, nel loro diritto all’autodeterminazione" continua il consigliere di perUnaltracittà. "Pensiamo, inoltre, che esso sia lesivo della privacy di chi va a visitare questa parte del cimitero e che sia costituzionalmente inaccettabile perché introduce un principio di diseguaglianza: la creazione di «categorie» all’interno del cimitero lede il principio fondamentale di uguaglianza cioè un diritto inalienabile in vita come in morte"  aggiunge Sodi.  "Come gruppo consiliare continueremo a lavorare a fianco di quella società civile che vede moltissime persone, donne e uomini, battersi in questa città per l'autodeterminazione e la laicità, dando battaglia in Consiglio comunale e presentando emendamento soppressivo al Regolamento" conclude il consigliere di perUnaltracittà.
   

Matrimoni in Palazzo Vecchio. Bye Bye nastro arcobaleno. Pd e Pdl lo aboliscono.

Laicità

Il gruppo del PD in Consiglio fa propria la richiesta del PDL di sostituire con un nastro tricolore il nastro arcobaleno con cui veniva legata la pergamena ricordo da consegnare agli sposi al termine della cerimonia in Palazzo Vecchio.

E' stata bocciato l'emendamento, da noi presentato insieme alle colleghe Collesei e Agostini, che proponeva di affiancare al nastro arcobaleno quello con i colori della bandiera italiana.

Colpisce la sintonia che si è creata tra PD e PDL, anche se le uniche motivazione a sostegno della sostituzione sono state addotte dal PDL (i colori della pace non avrebbero alcuna attinenza con il significato del matrimonio, e inoltre l 'arcobaleno richiama i colori della bandiera gay); sfuggono le motivazioni del PD che non si è espresso in aula. Dobbiamo pensare che concordi con l'intervento della destra?
   

Moschea. La politica non strumentalizzi. La libertà di culto è un diritto costituzionale

Laicità

"Siamo favorevoli alla costruzione di una moschea a Firenze. Lo garantisce la Costituzione ed è paradossale che nel 2011 ci sia ancora qualcuno contrario, capace di opporre un punto di vista anacronistico alla libertà di culto di oltre 30.000 fedeli musulmani presenti in città". Con queste parole Ornella De Zordo capogruppo di perUnaltracittà si è espressa favorevolmente alla costruzione di una moschea. "La libertà di culto - ha continuato De Zordo - è propria di ogni democrazia laica capace di contrapporsi ai regimi illiberali dove storicamente la religione più forte è complice di uno "stato etico" e dove si escludono gli altri culti e si privano i credenti della libertà religiosa. La destra fiorentina oggi ha quindi un solo compito: quello di non strumentalizzare il tema della moschea con il rischio di aumentare il livello di scontro anziché cogliere il momento della sua realizzazione per migliorare la convivenza civile, dando sostanza a quel fecondo dialogo attivo ormai da anni con la comunità islamica cittadina".

Per la capogruppo di perUnaltracittà: "L'amministrazione ha il dovere di agire, di rispettare i diritti della persona fra i quali c’è il diritto inalienabile di culto e di espressione religiosa, già sancito dalle convenzioni internazionali e dal Concilio Vaticano II, come ha recentemente ricordato anche il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi. In una città che ospita molteplici luoghi di culto di altre religioni pare incredibile che la comunità musulmana debba pregare in un ex fondo commerciale privo di ogni dignità come quello di Borgo Allegri - ha continuato De Zordo. Bene fa quindi l'amministrazione comunale ad aprire all'eventualità di una costruzione della moschea a Firenze - ha concluso De Zordo, anche tenendo fede a quel principio dei volumi zero di cui spesso si è parlato e utilizzando quindi uno dei più idonei  contenitori dismessi presenti in città. È ora di mettersi attorno a un tavolo a ragionare concretamente del progetto a partire da quello presentato dalla Comunità islamica fiorentina, senza paura del dibattito, senza temere le critiche. Così facendo Firenze favorirà il dialogo interreligioso e rispetterà la Costituzione italiana."
   

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