Firenze, 30 Gennaio 2006
«Appello alle istituzioni religiose affinché versino un contributo volontario pari all'importo dell'esenzione ICI per i loro beni immobili di natura commerciale». E' quanto chiede un ordine del giorno presentato da Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo, e sottoscritto dai capigruppo di PRC, PDCI, SDI, Verdi e da vari consiglieri comunali. L'ordine del giorno è stato approvato nel tardo pomeriggio dal consiglio comunale con 13 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astensioni. «Con la Legge che le esenta dal pagamento dell'ICI si rischiano tagli alla spesa sociale - ha affermato Ornella De Zordo - le mancate entrate dell'ICI, stimate in circa 600-800 mila euro per il Comune di Firenze, ricadranno sulle fasce meno abbienti e che più di tutti necessitano di servizi sociali adeguati, senza contare le penalizzazioni che questa norma impone in termini di violazione della concorrenza».
«Appoggiamo e sottoscriviamo anche la mozione presentata da Falciani dello SDI - ha concluso Ornella De Zordo - per l'indagine sull'ammontare preciso delle mancate entrate nel bilancio comunale dovute all'esenzione ICI e per chiedere l'abrogazione dell'articolo della Legge n.248/2005 che prevede l'esenzione in questione».
ORDINE DEL GIORNO
Oggetto: esenzione dal pagamento dell'ICI per i beni immobili ecclesiastici con attività di natura commerciale
Il Consiglio Comunale di Firenze
PREMESSO che la Legge 2.12.2005, n. 248 all'art.7 comma 2-bis permette l'esenzione dal pagamento dell'ICI a quei beni immobili ecclesiastici con attività di natura commerciale;
CONSIDERATO che le mancate entrate ICI vanno a influire sul bilancio comunale, sottraendo risorse economiche in particolare con tagli alla spesa sociale;
CONSTATATO che a pagare le conseguenze di questo provvedimento saranno le categorie più deboli e le famiglie meno abbienti, che si vedranno tagliare i servizi sociali;
INVITA il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale
affinché si appellino alle istituzioni religiose fiorentine e alla loro sensibilità perché venga versato al Comune di Firenze un contributo volontario pari all'importo dell'esenzione dal pagamento dell'ICI per i beni immobili ecclesiastici con attività di natura commerciale, per consentire e assicurare le risorse economiche necessarie per i servizi sociali destinati alle categorie più deboli e alle famiglie meno abbienti.
«Appello alle istituzioni religiose affinché versino un contributo volontario pari all'importo dell'esenzione ICI per i loro beni immobili di natura commerciale». E' quanto chiede un ordine del giorno presentato da Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo, e sottoscritto dai capigruppo di PRC, PDCI, SDI, Verdi e da vari consiglieri comunali. L'ordine del giorno è stato approvato nel tardo pomeriggio dal consiglio comunale con 13 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astensioni. «Con la Legge che le esenta dal pagamento dell'ICI si rischiano tagli alla spesa sociale - ha affermato Ornella De Zordo - le mancate entrate dell'ICI, stimate in circa 600-800 mila euro per il Comune di Firenze, ricadranno sulle fasce meno abbienti e che più di tutti necessitano di servizi sociali adeguati, senza contare le penalizzazioni che questa norma impone in termini di violazione della concorrenza».
«Appoggiamo e sottoscriviamo anche la mozione presentata da Falciani dello SDI - ha concluso Ornella De Zordo - per l'indagine sull'ammontare preciso delle mancate entrate nel bilancio comunale dovute all'esenzione ICI e per chiedere l'abrogazione dell'articolo della Legge n.248/2005 che prevede l'esenzione in questione».
ORDINE DEL GIORNO
Oggetto: esenzione dal pagamento dell'ICI per i beni immobili ecclesiastici con attività di natura commerciale
Il Consiglio Comunale di Firenze
PREMESSO che la Legge 2.12.2005, n. 248 all'art.7 comma 2-bis permette l'esenzione dal pagamento dell'ICI a quei beni immobili ecclesiastici con attività di natura commerciale;
CONSIDERATO che le mancate entrate ICI vanno a influire sul bilancio comunale, sottraendo risorse economiche in particolare con tagli alla spesa sociale;
CONSTATATO che a pagare le conseguenze di questo provvedimento saranno le categorie più deboli e le famiglie meno abbienti, che si vedranno tagliare i servizi sociali;
INVITA il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale
affinché si appellino alle istituzioni religiose fiorentine e alla loro sensibilità perché venga versato al Comune di Firenze un contributo volontario pari all'importo dell'esenzione dal pagamento dell'ICI per i beni immobili ecclesiastici con attività di natura commerciale, per consentire e assicurare le risorse economiche necessarie per i servizi sociali destinati alle categorie più deboli e alle famiglie meno abbienti.
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