Martedì, 22 Maggio 2012
   
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IL CASO DI ELUANA ENGLARO, DE ZORDO: "SCONFITTA DELLA LAICITA' DELLE ISTITUZIONI"

Laicità

Firenze, 14 Dicembre 2008

La Corte di Cassazione ha sentenziato che Eluana Englaro ha diritto di essere assistita nell'interruzione delle terapie e delle misure che la tengono artificialmente in vita da 16 anni. Il Presidente della Regione Lombardia Formigoni ha dichiarato che "non esiste l'obbligo alle Regioni di dare la morte ...Mi rifiuto di credere che sia pieta' dare la morte ad un organismo vivente...Certo, per me interviene un punto di vista religioso...": ancora una volta ci troviamo di fronte ad un rappresentante delle istituzioni che fa prevalere un personale "punto di vista" all'esercizio del suo ruolo e al riconoscimento di un diritto. Nella laica Toscana, mentre il presidente del Consiglio regionale propone che sia la Toscana ad offrire una soluzione, l'assessore alla Sanità Rossi, confondendo per di più l'eutanasia con il diritto di rifiutare trattamenti sanitari indesiderati, si preoccupa che la nostra Regione possa divenire "...la terra dell'eutanasia, alla quale sono contrario..."; e il Presidente Martini incredibilmente afferma:"si tratta di una questione privata, che riguarda la famiglia, rispetto a cui la politica deve fare un passo indietro".
La politica e le istituzioni facciano invece un passo in avanti e, senza farne materia di propaganda, si prodighino per trovare una struttura in cui il diritto di Eluana Englaro ad una morte dignitosa possa esercitarsi visto che l'art 32 della Costituzione garantisce il diritto di rifiutare trattamenti sanitari non voluti e la Corte ha sancito questo diritto con una sentenza che ora deve trovare applicazione.

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