Firenze, 27 Ottobre 2007
"L'orientamento sessuale non è una scelta", ecco la frase che affianca l'immagine di un neonato col braccialetto sul quale è scritto homosexual. E' questo il manifesto col quale la Regione Toscana pensa di fare una buona comunicazione contro l'omofobia.
Unaltracittà/Unaltromondo, condividendo le critiche delle associazioni LGBTQ, ritiene che questo messaggio sia non solo superato, ma persino pericoloso in un momento storico in cui razzismo ed omofobia stanno riemergendo. Riteniamo che quando un ente come la Regione Toscana decide di promuovere una campagna contro l'omofobia lo debba fare con responsabilità e non con approssimazione, e sicuramente non additando gay e lesbiche (e i/le trans? e i/le bisessuali?) come portatori di un orientamento sessuale congenito e quindi non scelto. Dopo anni di battaglie per l'autodeterminazione, dopo tutte le elaborazioni sulla costruzione dell'identità di genere risulta paradossale che venga ancora utilizzato lo stereotipo dell' omosessuale come soggetto segnato da un tratto biologico. Suggeriamo alla Regione Toscana di riprovarci, magari con un bel manifesto in cui si legga: "Essere omosessuali. Può essere una scelta.".
"L'orientamento sessuale non è una scelta", ecco la frase che affianca l'immagine di un neonato col braccialetto sul quale è scritto homosexual. E' questo il manifesto col quale la Regione Toscana pensa di fare una buona comunicazione contro l'omofobia.
Unaltracittà/Unaltromondo, condividendo le critiche delle associazioni LGBTQ, ritiene che questo messaggio sia non solo superato, ma persino pericoloso in un momento storico in cui razzismo ed omofobia stanno riemergendo. Riteniamo che quando un ente come la Regione Toscana decide di promuovere una campagna contro l'omofobia lo debba fare con responsabilità e non con approssimazione, e sicuramente non additando gay e lesbiche (e i/le trans? e i/le bisessuali?) come portatori di un orientamento sessuale congenito e quindi non scelto. Dopo anni di battaglie per l'autodeterminazione, dopo tutte le elaborazioni sulla costruzione dell'identità di genere risulta paradossale che venga ancora utilizzato lo stereotipo dell' omosessuale come soggetto segnato da un tratto biologico. Suggeriamo alla Regione Toscana di riprovarci, magari con un bel manifesto in cui si legga: "Essere omosessuali. Può essere una scelta.".
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