Ataf, De Zordo: " Il sindaco non è legittimato a decidere del suo futuro"
Il consiglio deve dare e non ratificare gli indirizzi
'Ataf si vende, si vende tutta, no se ne vende una parte, no anzi chiediamo ai dipendenti, no allora decido io: Ataf verrà venduta, e verrà fatto prima della gara regionale.' A seguire le prese di posizione solo apparentemente contraddittorie che il sindaco ha tenuto sulla delicata vicenda si direbbe che considera il futuro di Ataf di assoluta sua competenza. Non è così. E non è legittimo che prenda decisioni in merito.
Gli indirizzi, come a tutte le partecipate del Comune, le deve dare il Consiglio comunale, che non ha mai potuto affrontare l'argomento, malgrado le ripetute richieste delle opposizioni. Il sindaco non ha alcun mandato per decidere alcunché. Non dovrebbe confondere il Comune di Firenze con una azienda di sua proprietà: forse non lo sa, ma la carica di primo cittadino non equivale alla reggenza di un principato. Sta ignorando le più elementari regole del funzionamento democratico dell'istituzione che governa. Magari potrebbe invece stare nel merito delle questioni e tirar fuori qualche proposta di piano industriale, l'unica cosa che manca nella sua idea di futuro di Ataf. E invece vuole applicare la vecchia ricetta della privatizzazione per farsela poi ratificare da una maggioranza di consiglio su cui pensa di poter contare. Il che è tutto da dimostrare.
Il consiglio deve dare e non ratificare gli indirizzi
'Ataf si vende, si vende tutta, no se ne vende una parte, no anzi chiediamo ai dipendenti, no allora decido io: Ataf verrà venduta, e verrà fatto prima della gara regionale.' A seguire le prese di posizione solo apparentemente contraddittorie che il sindaco ha tenuto sulla delicata vicenda si direbbe che considera il futuro di Ataf di assoluta sua competenza. Non è così. E non è legittimo che prenda decisioni in merito.
Gli indirizzi, come a tutte le partecipate del Comune, le deve dare il Consiglio comunale, che non ha mai potuto affrontare l'argomento, malgrado le ripetute richieste delle opposizioni. Il sindaco non ha alcun mandato per decidere alcunché. Non dovrebbe confondere il Comune di Firenze con una azienda di sua proprietà: forse non lo sa, ma la carica di primo cittadino non equivale alla reggenza di un principato. Sta ignorando le più elementari regole del funzionamento democratico dell'istituzione che governa. Magari potrebbe invece stare nel merito delle questioni e tirar fuori qualche proposta di piano industriale, l'unica cosa che manca nella sua idea di futuro di Ataf. E invece vuole applicare la vecchia ricetta della privatizzazione per farsela poi ratificare da una maggioranza di consiglio su cui pensa di poter contare. Il che è tutto da dimostrare.
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