2/3/2009
Comunicato stampa congiunto
Per Unaltracittà / Unaltracittà/Unaltromondo
Le nuove norme previste dal Governo Berlusconi in materia di limitazione del
diritto di sciopero, sono un ulteriore passo verso il tentativo di limitare
le libertà sindacali, i diritti dei lavoratori e i valori sanciti della
Costituzione. Ancor più grave perché ciò accade in una fase in cui la crisi
economica avanza e centinaia di migliaia di lavoratori precari e non stanno
perdendo il posto di lavoro e sono privi di protezioni sociali. In questo contesto il Governo, mentre da un lato regala milioni di euro a
banche e aziende dallaltro si muove per scardinare lesercizio di un
diritto fondamentale: lo sciopero, lunico strumento in possesso dei
lavoratori per far sentire la propria voce a difesa dei loro diritti.
La legge delega approvata fra laltro snatura il concetto stesso dello
sciopero così come previsto costituzionalmente un diritto individuale che
si esercita collettivamente e ne affida la gestionalità solo a quei
sindacati che rappresentino oltre il 50% dei lavoratori, il che è
paradossale considerato il tasso di sindacalizzazione in molte aziende,
introducendo inoltre lo strumento referendario preventivo che serve
unicamente per ritardare e snaturare lazione di sciopero, per altro già
oggi estremamente complessa visti i limiti imposti dalla Commissione di
Garanzia.
Oggi si parte dal settore trasporti, ma è chiara lintenzione del Governo di
andare a colpire il diritto in tutti i servizi pubblici, intanto
Confindustria chiede lestensione delle limitazioni anche ad altri settori.
Mentre di fronte a questo duro attacco ancora una volta il Partito
democratico balbetta!
Comunicato stampa congiunto
Per Unaltracittà / Unaltracittà/Unaltromondo
Le nuove norme previste dal Governo Berlusconi in materia di limitazione del
diritto di sciopero, sono un ulteriore passo verso il tentativo di limitare
le libertà sindacali, i diritti dei lavoratori e i valori sanciti della
Costituzione. Ancor più grave perché ciò accade in una fase in cui la crisi
economica avanza e centinaia di migliaia di lavoratori precari e non stanno
perdendo il posto di lavoro e sono privi di protezioni sociali. In questo contesto il Governo, mentre da un lato regala milioni di euro a
banche e aziende dallaltro si muove per scardinare lesercizio di un
diritto fondamentale: lo sciopero, lunico strumento in possesso dei
lavoratori per far sentire la propria voce a difesa dei loro diritti.
La legge delega approvata fra laltro snatura il concetto stesso dello
sciopero così come previsto costituzionalmente un diritto individuale che
si esercita collettivamente e ne affida la gestionalità solo a quei
sindacati che rappresentino oltre il 50% dei lavoratori, il che è
paradossale considerato il tasso di sindacalizzazione in molte aziende,
introducendo inoltre lo strumento referendario preventivo che serve
unicamente per ritardare e snaturare lazione di sciopero, per altro già
oggi estremamente complessa visti i limiti imposti dalla Commissione di
Garanzia.
Oggi si parte dal settore trasporti, ma è chiara lintenzione del Governo di
andare a colpire il diritto in tutti i servizi pubblici, intanto
Confindustria chiede lestensione delle limitazioni anche ad altri settori.
Mentre di fronte a questo duro attacco ancora una volta il Partito
democratico balbetta!
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