Martedì, 22 Maggio 2012
   
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Publiacqua, Ataf, Maggio, De Zordo: "Sui diritti dei lavoratori qualcosa non torna"

Lavoro

Le partecipate Publiacqua e Ataf, e la Fondazione del Maggio sono scosse negli ultimi giorni da vicende giudiziarie che evidenziano al loro interno gravi problemi di  lesione dei diritti dei lavoratori.

Publiacqua è stata condannata per condotta discriminatoria nei confronti di un dipendente che, a causa del suo impegno personale, tra il 2003 e il 2007 è stato trasferito più volte e assegnato a mansioni inferiori al suo livello d'inquadramento; si tratta di Luciano D'antonio, attivista del Forum italiano dei movimenti per l'acqua e aderente al sindacato USB, che si è sempre battuto contro la privatizzazione del servizio e per i diritti dei lavoratori ed è stato- secondo il giudice - discriminato. Ataf ha dovuto riammettere in servizio i due autisti licenziati per "scarso rendimento", una accusa che secondo il giudice del lavoro non era suffragata da colpevole o negligente inadempimento degli obblighi contrattuali, condizione indispensabile per il licenziamento.

La sovrintendente del Maggio, secondo Cgil, Cisl e Uil che hanno depositato un esposto, si è resa colpevole di violazioni di rilevanza penale nella circostanza della tourné in Giappone coincisa con il sisma. Mancato rispetto delle norme antinfortunistiche, lesioni dell'integrità psicofisica dei lavoratori, minacce e violenza privata. Ora sarà la Magistratura a valutare.

Davvero grave che siano state accertate o denunciate violazioni di diritti in enti pubblici come le due partecipate del Comune e la Fondazione del Maggio che, ricordiamo, vede ai vertici il sindaco della città. Chi ci sia un problema più generale di governance? E pensare che l'A.C. sta pensando di indirizzarsi verso forme di gestione dei servizi che tutelano ancora meno i diritti dei lavoratori, come holding e privatizzazioni che non possono che peggiorare, oltre alla qualità dei servizi stessi come ci dice l'esperienza mondiale, anche la tutela dei diritti. A vedere quel che è successo negli ultimi tempi sembra che intanto ci si porti avanti col lavoro.

Si deve invece invertire la rotta e realizzare quelle nuove forme gestionali dei servizi pubblici che ormai sono state con successo sperimentate in alcune capitali europee (vedi ad esempio  Parigi e Siviglia):  una forma di pubblico partecipato che, abolendo i profitti dei privati, garantisce di reivestire nei servizi stessi il guadagno e consente di non penalizzare contratti e condizioni di lavoro.

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