CSE DI SALVI CRISTIANI, GRASSI E DE ZORDO: “SMENTITO IL SINDACO CHE HA ANNUNCIATO CHE NON CI SARANNO TAGLI NEI SETTORI DEL SOCIALE E DELL’EDUCATIVO.”
I Consiglieri presenti al presidio sotto Palazzo Vecchio organizzato dai lavoratori della Cooperativa
“E’ palese il contrasto che si è verificato tra le parole del Sindaco Renzi che presentando il bilancio del Comune annunciava che non ci sarebbero stati tagli nei settori sociale ed educativo ed il taglio annunciato a partire dal 1° giugno nel servizio del CSE di Via Salvi Cristiani per 120 ore settimanali, pari ad oltre il 10% del monte ore complessivo. – affermano i Consiglieri Comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo che ieri hanno partecipato al presidio organizzato dai lavoratori sotto Palazzo Vecchio – Oggi l’Assessore Di Giorgi ha confermato che i tagli ci sono già e - diciamo noi - che non possono essere celati dietro una campagna mediatica del Sindaco né tantomeno motivati criticando che i costi sono maggiori rispetto agli altri servizi similari.”
“Se il servizio del CSE di Via Salvi Cristiani costa di più degli altri, ci dobbiamo interrogare sul perché e non adottare un taglio netto del 10% delle risorse che obbligano ad una pari riduzione dell’orario dei lavoratori e ad un impoverimento dell’offerta e un chiaro peggioramento del servizio. Ricordiamo al Sindaco e all’Amministrazione che non basta erogare i servizi senza guardare la qualità e fare mera propaganda politica dicendo che non si chiudono i servizi, quando invece ci sono tagli che hanno ripercussioni sulla qualità del servizio e sulla tutela lavorativa di coloro che qui ci lavorano.”
“Se un ridimensionamento delle risorse ci deve essere prima di tagliare ore, l’Amministrazione avrebbe dovuto fare una valutazione anche dell’offerta e soprattutto valutare se il risparmio poteva essere recuperato dal netto divario che esiste tra il costo orario pagato dall’Amministrazione alla Cooperativa e quello che realmente va nelle tasche dei dipendenti. – concludono Grassi e De Zordo - Sul settore del sociale e dell’educativo è inaccettabile veder tagliare ore di lavoro ai dipendenti delle cooperative che per il Comune lavorano e diminuire il sostegno educativo-abilitativo e assistenziale fondamentali alle persone con disabilità psico-fisiche gravi e medio gravi.”
I Consiglieri presenti al presidio sotto Palazzo Vecchio organizzato dai lavoratori della Cooperativa
“E’ palese il contrasto che si è verificato tra le parole del Sindaco Renzi che presentando il bilancio del Comune annunciava che non ci sarebbero stati tagli nei settori sociale ed educativo ed il taglio annunciato a partire dal 1° giugno nel servizio del CSE di Via Salvi Cristiani per 120 ore settimanali, pari ad oltre il 10% del monte ore complessivo. – affermano i Consiglieri Comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo che ieri hanno partecipato al presidio organizzato dai lavoratori sotto Palazzo Vecchio – Oggi l’Assessore Di Giorgi ha confermato che i tagli ci sono già e - diciamo noi - che non possono essere celati dietro una campagna mediatica del Sindaco né tantomeno motivati criticando che i costi sono maggiori rispetto agli altri servizi similari.”
“Se il servizio del CSE di Via Salvi Cristiani costa di più degli altri, ci dobbiamo interrogare sul perché e non adottare un taglio netto del 10% delle risorse che obbligano ad una pari riduzione dell’orario dei lavoratori e ad un impoverimento dell’offerta e un chiaro peggioramento del servizio. Ricordiamo al Sindaco e all’Amministrazione che non basta erogare i servizi senza guardare la qualità e fare mera propaganda politica dicendo che non si chiudono i servizi, quando invece ci sono tagli che hanno ripercussioni sulla qualità del servizio e sulla tutela lavorativa di coloro che qui ci lavorano.”
“Se un ridimensionamento delle risorse ci deve essere prima di tagliare ore, l’Amministrazione avrebbe dovuto fare una valutazione anche dell’offerta e soprattutto valutare se il risparmio poteva essere recuperato dal netto divario che esiste tra il costo orario pagato dall’Amministrazione alla Cooperativa e quello che realmente va nelle tasche dei dipendenti. – concludono Grassi e De Zordo - Sul settore del sociale e dell’educativo è inaccettabile veder tagliare ore di lavoro ai dipendenti delle cooperative che per il Comune lavorano e diminuire il sostegno educativo-abilitativo e assistenziale fondamentali alle persone con disabilità psico-fisiche gravi e medio gravi.”
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