La grave crisi che stiamo attraversando ricade in primo luogo sui lavoratori, i precari, i pensionati e un numero crescente di persone che perdono il lavoro. Occorre quindi ripensare anche localmente una serie di scelte, a partire dalla gestione dei servizi pubblici, oggetto di esternalizzazioni e privatizzazioni con peggioramento della qualità dei servizi, aumento delle tariffe, precarietà del lavoro, riciclaggio di ex politici alla guida di SpA miste pubblico-privato.
Per il futuro occorre ripubblicizzare i servizi e, nell'immediato, estendere ai lavoratori dei servizi appaltati, sia di cooperative sociali o ditte esterne, i contratti di riferimento dell'Ente locale committente, in modo da garantire lo stesso trattamento economico e gli stessi diritti dei dipendenti del Comune.
Gli appalti non devono più essere fatti al massimo ribasso, che equivale alla massima compressione di salari e retribuzioni e spesso a servizi scadenti e a tagli sulla sicurezza nel lavoro.
Inoltre, il Comune deve fornire sostegni diretti a chi sta perdendo il lavoro, con la riduzione delle tariffe degli asili nido, assistenza domiciliare, bollette dell'acqua e dei rifiuti, affitti di case popolari, agevolazioni per i trasporti pubblici..
Il Comune deve valorizzare un'economia radicata nel territorio con un legame stretto fra la città e le campagne, favorendo il consumo di prodotti filiera corta e a “chilometri zero” con più mercati locali e reti di economia solidale. Deve inoltre incentivare la politica virtuosa di “Acquisti verdi” per tutti gli uffici e le attività dell’amministrazione comunale.
Nella produzione si attivino sostegni alle attività locali, piccole imprese industriali e artigianali attraverso patti fra produttori, enti pubblici e banche locali, per una finanza al servizio della comunità, con promozione e sviluppo del microcredito e l'istituzione di una Banca Comunale senza interessi.
Nell’immediato si istituisca un fondo sociale per l’emergenza, con sussidi e microprestiti per i più colpiti dalla crisi.
Il comune si deve impegnare a incentivare progressivamente, ovunque possibile, l’applicazione del Telelavoro per tutte le attività che non richiedano la presenza fisica in ufficio e che possano, tramite strumenti informatici e attrezzature telematiche, essere svolte in luogo diverso dai locali aziendali, prevalentemente dall’abitazione del lavoratore.
Questo permetterebbe di ridurre fortemente la mobilità legata agli spostamenti casa-ufficio-casa, con risparmio economico da parte del lavoratore e riduzione dell’inquinamento e del traffico.
Incentivazione del job sharing o lavoro condiviso: una tipologia di contratto che impegna due lavoratori ad adempiere solidalmente ad un’unica obbligazione lavorativa, permettendo, tramite la flessibilità di orario conseguente di gestire contestualmente altri impegni sociali e familiari.
L'amministrazione pubblica dovrebbe incentivare le attività già presenti sul territorio come ad esempio i Gruppi di Acquisto Solidale, concedendo loro spazi per le attività in accordo soprattutto con i quartieri, essendo questi più a contatto con quanto succede sul territorio. Incentivare i “gruppi di non acquisto”, che basano l'economia interna al gruppo su baratto, prestito e scambio di tempo, un passo ulteriore rispetto alle banche del tempo. Attivare un percorso di Last minute market per il recupero di prodotti alimentari non raccolti e/o non venduti per ridistribuire e trasformare in risorsa lo spreco alimentare.
Per il futuro occorre ripubblicizzare i servizi e, nell'immediato, estendere ai lavoratori dei servizi appaltati, sia di cooperative sociali o ditte esterne, i contratti di riferimento dell'Ente locale committente, in modo da garantire lo stesso trattamento economico e gli stessi diritti dei dipendenti del Comune.
Gli appalti non devono più essere fatti al massimo ribasso, che equivale alla massima compressione di salari e retribuzioni e spesso a servizi scadenti e a tagli sulla sicurezza nel lavoro.
Inoltre, il Comune deve fornire sostegni diretti a chi sta perdendo il lavoro, con la riduzione delle tariffe degli asili nido, assistenza domiciliare, bollette dell'acqua e dei rifiuti, affitti di case popolari, agevolazioni per i trasporti pubblici..
Il Comune deve valorizzare un'economia radicata nel territorio con un legame stretto fra la città e le campagne, favorendo il consumo di prodotti filiera corta e a “chilometri zero” con più mercati locali e reti di economia solidale. Deve inoltre incentivare la politica virtuosa di “Acquisti verdi” per tutti gli uffici e le attività dell’amministrazione comunale.
Nella produzione si attivino sostegni alle attività locali, piccole imprese industriali e artigianali attraverso patti fra produttori, enti pubblici e banche locali, per una finanza al servizio della comunità, con promozione e sviluppo del microcredito e l'istituzione di una Banca Comunale senza interessi.
Nell’immediato si istituisca un fondo sociale per l’emergenza, con sussidi e microprestiti per i più colpiti dalla crisi.
Il comune si deve impegnare a incentivare progressivamente, ovunque possibile, l’applicazione del Telelavoro per tutte le attività che non richiedano la presenza fisica in ufficio e che possano, tramite strumenti informatici e attrezzature telematiche, essere svolte in luogo diverso dai locali aziendali, prevalentemente dall’abitazione del lavoratore.
Questo permetterebbe di ridurre fortemente la mobilità legata agli spostamenti casa-ufficio-casa, con risparmio economico da parte del lavoratore e riduzione dell’inquinamento e del traffico.
Incentivazione del job sharing o lavoro condiviso: una tipologia di contratto che impegna due lavoratori ad adempiere solidalmente ad un’unica obbligazione lavorativa, permettendo, tramite la flessibilità di orario conseguente di gestire contestualmente altri impegni sociali e familiari.
L'amministrazione pubblica dovrebbe incentivare le attività già presenti sul territorio come ad esempio i Gruppi di Acquisto Solidale, concedendo loro spazi per le attività in accordo soprattutto con i quartieri, essendo questi più a contatto con quanto succede sul territorio. Incentivare i “gruppi di non acquisto”, che basano l'economia interna al gruppo su baratto, prestito e scambio di tempo, un passo ulteriore rispetto alle banche del tempo. Attivare un percorso di Last minute market per il recupero di prodotti alimentari non raccolti e/o non venduti per ridistribuire e trasformare in risorsa lo spreco alimentare.
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| Ven 24 Feb 16:30 - 19:30 DONNE IN ATTESA - L'ITALIA DELLE DISPARITA' DI GENERE |

















