Il Sindaco è la massima autorità sanitaria locale e la tutela della salute deve essere una priorità assoluta; è un bene collettivo, come sancito dalla nostra Costituzione, e sta in diretta relazione con la tutela dell’ambiente, lo sviluppo urbanistico, la mobilità, gli stili di vita.
La Sanità pubblica è un enorme patrimonio da difendere perché garantisce gli strumenti migliori per affrontare la malattia e, in una crisi economica come quella attuale, la garanzia dell’accesso gratuito rende tutti un po’ meno poveri, oltre a essere un potente volano occupazionale.
Il Sindaco può esprimere la rappresentanza politico-sociale della comunità nell’ambito dell’Azienda sanitaria programmandone e valutandone il lavoro.
Ridurre le differenze nel diritto alla salute è compito specifico del Servizio sanitario che deve essere riaffermato: infatti chi si confronta con uno stato di malattia/handicap vive una dimensione di debolezza che diventa tanto più profonda quanto minori sono le capacità economiche e di informazione.
Applicare il Principio di Precauzione per la prevenzione primaria, anche attraverso la riduzione dell’esposizione alle sostanze nocive immesse nell’ambiente.
E’ necessario ampliare e valorizzare le competenze interne alla Pubblica amministrazione, evitando il ricorso a esternalizzazioni di attività sanitarie, diagnostiche, riabilitative.
Per le persone anziane: non destinare la maggior parte delle risorse alle Residenze Sanitarie Assistite, che diventano luoghi di ospedalizzazione anche per chi necessita di un semplice sostegno, con rette spesso insostenibili e infinite liste di attesa. Diversificare l’offerta, secondo le necessità soggettive e/o familiari, aumentando il budget a disposizione per l’assistenza domiciliare, creando nuove figure di qualificata assistenza professionale; realizzare Condomini Solidali in cui gli anziani possano continuare a svolgere la propria vita in piena autonomia , potendo contare su servizi di assistenza medica, infermieristica e su servizi di accompagnamento in edifici già esistenti.
La Sanità pubblica è un enorme patrimonio da difendere perché garantisce gli strumenti migliori per affrontare la malattia e, in una crisi economica come quella attuale, la garanzia dell’accesso gratuito rende tutti un po’ meno poveri, oltre a essere un potente volano occupazionale.
Il Sindaco può esprimere la rappresentanza politico-sociale della comunità nell’ambito dell’Azienda sanitaria programmandone e valutandone il lavoro.
Ridurre le differenze nel diritto alla salute è compito specifico del Servizio sanitario che deve essere riaffermato: infatti chi si confronta con uno stato di malattia/handicap vive una dimensione di debolezza che diventa tanto più profonda quanto minori sono le capacità economiche e di informazione.
Applicare il Principio di Precauzione per la prevenzione primaria, anche attraverso la riduzione dell’esposizione alle sostanze nocive immesse nell’ambiente.
E’ necessario ampliare e valorizzare le competenze interne alla Pubblica amministrazione, evitando il ricorso a esternalizzazioni di attività sanitarie, diagnostiche, riabilitative.
Per le persone anziane: non destinare la maggior parte delle risorse alle Residenze Sanitarie Assistite, che diventano luoghi di ospedalizzazione anche per chi necessita di un semplice sostegno, con rette spesso insostenibili e infinite liste di attesa. Diversificare l’offerta, secondo le necessità soggettive e/o familiari, aumentando il budget a disposizione per l’assistenza domiciliare, creando nuove figure di qualificata assistenza professionale; realizzare Condomini Solidali in cui gli anziani possano continuare a svolgere la propria vita in piena autonomia , potendo contare su servizi di assistenza medica, infermieristica e su servizi di accompagnamento in edifici già esistenti.
Prossimi appuntamenti
| Ven 24 Feb 16:30 - 19:30 DONNE IN ATTESA - L'ITALIA DELLE DISPARITA' DI GENERE |

















