Martedì, 22 Maggio 2012
   
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Primo Marzo, perUnaltracittà porta il manifesto in consiglio

Migranti

Ornella De Zordo consegnerà oggi ai colleghi in Consiglio Comunale una copia del manifesto programmatico della giornata “Primo Marzo, 24 ore senza di noi”, il cosiddetto sciopero degli stranieri che a Firenze culminerà in un evento in piazza Ss. Annunziata. «Ci sembra importante condividere con il Consiglio la conoscenza degli obiettivi di questa iniziativa, che unisce nuovi e vecchi cittadini all’insegna della convivenza e del rispetto dei diritti di tutte le persone immigrate – afferma De Zordo, che oggi porta un nastrino giallo in segno di adesione allo sciopero. In questi tempi di ignoranza e paura, ci uniamo al collettivo Primo Marzo 2010 nel condannare il razzismo di ogni tipo a partire da quello istituzionale. perUnaltracittà sarà dunque in piazza oggi pomeriggio per confermare il proprio no alle espulsioni, ai CIE, al reato di clandestinità, e alle altre mostruosità giuridiche partorite in questi anni in spregio dei principi della nostra Costituzione».

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Manifesto programmatico del movimento Primo Marzo 2010, una giornata senza di noi

Primo Marzo 2010, una giornata senza di noi è un collettivo non violento che riunisce persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico.
Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell'intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano.
Siamo consapevoli dell'importanza dell'immigrazione (non solo dal punto di vista economico) e indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all'approvazione di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della nostra Costituzione.
Condanniamo e rifiutiamo gli stereotipi e i linguaggi discriminatori, il razzismo di ogni tipo e, in particolare, quello istituzionale, l'utilizzo strumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusione.
Ricordiamo che il diritto a emigrare è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e che la storia umana è sempre stata storia di migrazioni: senza di esse nessun processo di civilizzazione e costruzione delle culture avrebbe avuto luogo. La violazione di questo e di altri diritti fondamentali danneggia e offende la società nel suo complesso e non solo le singole persone colpite.
Vedere negli immigrati una massa informe di parassiti o un bacino inesauribile di forza lavoro a buon mercato rappresentano, a nostro avviso, impostazioni immorali, irrazionali e controproducenti. La parte preponderante degli immigrati presenti sul territorio italiano lavorano duramente e svolgono funzioni essenziali per la tenuta di una società complessa e articolata come la nostra. Sono parte integrante dell'Italia di oggi.
La contrapposizione tra «noi» e «loro» , «autoctoni» e «stranieri» è destinata a cadere, lasciando il posto alla consapevolezza che oggi siamo «insieme», vecchi e nuovi cittadini impegnati a mandare avanti il Paese e a costruirne il futuro.
Vogliamo che finisca, qui e ora, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell'agire delle persone.
Il nostro primo obiettivo è organizzare per il 1° marzo 2010 una grande manifestazione non violenta dal respiro europeo, non solo con la Francia che con la Journée sans immigrés, 24h sans nous ci ha ispirato, ma anche con la Spagna, la Grecia e gli altri Paesi che si stanno via via attivando. Vogliamo stimolare insieme a loro una riflessione seria su cosa davvero accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via.
Il 1° marzo faremo sentire la nostra voce in modi diversi, che saranno definiti, di concerto con i comitati territoriali, in base alla concreta praticabilità e all’efficacia. Non ci precludiamo nessuno strumento, ma agiremo sempre nel rispetto della legalità e della non violenza.

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