Ataf, De Zordo: "Penalizzati utenti e dipendenti"
Da quando è entrata in funzione la tramvia, c’è stata una riduzione di qualità e quantità nel servizio degli autobus con conseguenze negative sia per gli utenti che per i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale. Nei quartieri attraversati dalla dorsale del tram, alcune linee di bus che servivano le aree interne sono state cancellate o troncate, tanto da creare per molti residenti la paradossale necessità di prendere il mezzo privato per raggiungere la fermata del tram. Eclatante il caso dell'Isolotto, i cui abitanti hanno dovuto rinunciare alle linee 1, 9, 62 e 26.
I dati ci dicono che a Firenze i bus su gomma percorreranno in un anno 1,2 milioni di km in meno. Insomma, più tramvia, ma meno autobus, mentre non è chiaro di quanto sia diminuito il traffico privato, che doveva essere il principale antagonista del tram.
Intanto l’occupazione risente negativamente delle ultime scelte aziendali: Ataf esternalizza alcuni servizi, come i bus a chiamata e quelli per disabili, con conseguente riduzione di personale. E giustamente insorgono i sindacati.
La precedente AC aveva preso degli impegni in questo campo: niente tagli alle percorrenze, niente riduzioni del personale, creazione di una Azienda unica di mobilità. Tutti disattesi. Se è vero che l’attuale amministrazione punta sul TPL, non deve indebolire il servizio di Ataf e Linea, ma al contrario potenziarlo, renderlo competitivo nei confronti del traffico privato (le famose busvie), e mettere sul piatto idee e risorse per ottenere una maggiore sinergia fra autobus e tram, così da sfruttare al 100% i vantaggi del trasporto pubblico e finalmente cominciare a decongestionare la città.
Sempre che il prossimo (fine maggio?) bando di gara per TPL a livello provinciale non peggiori le cose per utenti e lavoratori. C'è di che preoccuparsi.
[perUnaltracittà 07/05/10]
Da quando è entrata in funzione la tramvia, c’è stata una riduzione di qualità e quantità nel servizio degli autobus con conseguenze negative sia per gli utenti che per i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale. Nei quartieri attraversati dalla dorsale del tram, alcune linee di bus che servivano le aree interne sono state cancellate o troncate, tanto da creare per molti residenti la paradossale necessità di prendere il mezzo privato per raggiungere la fermata del tram. Eclatante il caso dell'Isolotto, i cui abitanti hanno dovuto rinunciare alle linee 1, 9, 62 e 26.
I dati ci dicono che a Firenze i bus su gomma percorreranno in un anno 1,2 milioni di km in meno. Insomma, più tramvia, ma meno autobus, mentre non è chiaro di quanto sia diminuito il traffico privato, che doveva essere il principale antagonista del tram.
Intanto l’occupazione risente negativamente delle ultime scelte aziendali: Ataf esternalizza alcuni servizi, come i bus a chiamata e quelli per disabili, con conseguente riduzione di personale. E giustamente insorgono i sindacati.
La precedente AC aveva preso degli impegni in questo campo: niente tagli alle percorrenze, niente riduzioni del personale, creazione di una Azienda unica di mobilità. Tutti disattesi. Se è vero che l’attuale amministrazione punta sul TPL, non deve indebolire il servizio di Ataf e Linea, ma al contrario potenziarlo, renderlo competitivo nei confronti del traffico privato (le famose busvie), e mettere sul piatto idee e risorse per ottenere una maggiore sinergia fra autobus e tram, così da sfruttare al 100% i vantaggi del trasporto pubblico e finalmente cominciare a decongestionare la città.
Sempre che il prossimo (fine maggio?) bando di gara per TPL a livello provinciale non peggiori le cose per utenti e lavoratori. C'è di che preoccuparsi.
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