Martedì, 22 Maggio 2012
   
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Ataf. Rassicurazioni non credibili su personale e servizio

Mobilità

"Ci vuole poco a capire che con la vendita di Ataf, annunciata dai vertici dell'azienda e confermata dai sindaci dei Comuni soci, sono in pericolo sia posti di lavoro che  le linee deboli del servizio; come potrebbe  infatti un privato mantenere gli attuali livelli di entrambi gli aspetti e al contempo far quadrare un bilancio al quale dovrà aggiungere anche il costo di un affitto che attualmente Ataf non paga?

Non credibili le rassicurazioni date oggi in Consiglio dalla Giunta in risposta a una mia domanda d'attualità che riecheggiano quelle presenti sul sito di Ataf dove si legge testualmente: "con la cessione del ramo di azienda, i lavoratori di Ataf passeranno tutti al privato con la stessa retribuzione, con la stessa anzianità e lo stesso parametro. "  e ancora che " le corse per i c.d. “utenti deboli” (cioè, per esempio, studenti, residenti in località fuori mano, lavoratori delle fabbriche che devono spostarsi per lavoro la mattina presto e la notte) sono garantite da Comune, Provincia e Regione che obbligano il gestore privato ad eseguirle anche se su quelle tratte ci perde dei soldi".

Peccato che la relazione dell'advisor parli di 800 dipendenti per Ataf Servizi e dai 20 ai 25 per Ataf Immobili. Visto che attualmente i lavoratori di Ataf sono 1300, dove vanno i restanti 475 altri? E dovremmo  credere che un privato si faccia carico di un servizio di linee deboli non remunerative ma socialmente utili?
Oltretutto se così fosse dove starebbe il punto di una vendita che ci viene presentata come bisogno di razionalizzazione nella gestione dell'Azienda?

L'unica risposta è che questa vendita è una scelta sbagliata fatta nel momento peggiore, come sottolinea anche l'assessore regionale Ceccobao, cioè prima di una gara regionale che potrebbe permettere una rivalutazione della stessa Ataf. R isponde a bisogni precisi:  fare cassa e scaricare quello che è diventato un problema gestionale e di bilancio su un soggetto privato che attuerà tutte le misure per risparmiare sui costi e ottimizzare i guadagni. E' una scelta pesantissima, su cui la città dovrebbe essere chiamata a partecipare perché viene privata di un servizio pubblico locale e contraddice in pieno le indicazioni che sono emerse dal recente referendum".

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