Palagiustizia, De Zordo: "Cosa aspetta l'Amministrazione a potenziare il trasporto pubblico della zona?"
Destinazione del vecchio Tribunale sia all'interno di un Piano per il centro storico
L'entrata in funzione del nuovo Palazzo di giustizia, benché arrivi dopo anni di attese e ritardi, non è accompagnata da un piano del traffico cittadino che tenga conto di quanto aumenterà la mobilità in una zona già sovraccarica come quella di Novoli. Eppure l'Amministrazione di tempo ne ha avuto per studiare la cosa (qualche decennio) e dovrebbe avere chiaro che i 135.000 metri quadrati di uffici e aule giudiziarie sono un formidabile attrattore di utenza e di personale, ovvero un formidabile attrattore di traffico, che si aggiunge a quello relativo a al polo universitario e al multiplex-centro commerciale. Quali i servizi di trasporto pubblico a disposizione della zona? Per ora l'assetto infrastrutturale e l'accessibilità dell'area restano quelli di prima, con grossi problemi di congestione e imbottigliamento, che si aggraveranno, mentre la tramvia, ammesso che consenta un deciso calo del traffico privato, è ancora lontana alcuni anni. O pensiamo che lavoratori e utenti del Palagiustizia debbano tutti utilizzare il mezzo privato con le ovvie conseguenze di aumento di pm10 nell'aria? Oltre al problema dei tempi di percorrenza e dei parcheggi che già è stato sollevato. Cosa aspetta l'Amministrazione comunale a rimediare a questo ritardo nel potenziamento del trasporto pubblico per non condannare l'area a una situazione invivibile?
Al di là delle valutazioni sulla opportunità di scelte generali di rilocalizzazione a Novoli di attività quali il Tribunale o l'Università (ma questo riguarda il passato), un altro aspetto deve ora essere al centro dell'attenzione: le sedi giudiziarie che si renderanno libere nel centro cittadino per lo spostamento degli uffici costituiscono un patrimonio pubblico consistente sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Come sappiamo, manca a Firenze un Piano complessivo sulle trasformazioni del centro storico, il che presta il fianco a alzate di ingegno estemporanee. E' necessaria una valutazione attenta del riutilizzo di contenitori importanti come il vecchio Tribunale, che sia improntata all' utilità sociale e al sostegno della vivibilità del centro storico più che alla logica, cui di recente siamo abituati, del centro come vetrina, magari per collocare qualche sede "prestigiosa" di rappresentanza, che richiama i flash dei fotografi ma che sottrae altro spazio alla vita del centro e dei suoi sempre meno numerosi abitanti.
Destinazione del vecchio Tribunale sia all'interno di un Piano per il centro storico
L'entrata in funzione del nuovo Palazzo di giustizia, benché arrivi dopo anni di attese e ritardi, non è accompagnata da un piano del traffico cittadino che tenga conto di quanto aumenterà la mobilità in una zona già sovraccarica come quella di Novoli. Eppure l'Amministrazione di tempo ne ha avuto per studiare la cosa (qualche decennio) e dovrebbe avere chiaro che i 135.000 metri quadrati di uffici e aule giudiziarie sono un formidabile attrattore di utenza e di personale, ovvero un formidabile attrattore di traffico, che si aggiunge a quello relativo a al polo universitario e al multiplex-centro commerciale. Quali i servizi di trasporto pubblico a disposizione della zona? Per ora l'assetto infrastrutturale e l'accessibilità dell'area restano quelli di prima, con grossi problemi di congestione e imbottigliamento, che si aggraveranno, mentre la tramvia, ammesso che consenta un deciso calo del traffico privato, è ancora lontana alcuni anni. O pensiamo che lavoratori e utenti del Palagiustizia debbano tutti utilizzare il mezzo privato con le ovvie conseguenze di aumento di pm10 nell'aria? Oltre al problema dei tempi di percorrenza e dei parcheggi che già è stato sollevato. Cosa aspetta l'Amministrazione comunale a rimediare a questo ritardo nel potenziamento del trasporto pubblico per non condannare l'area a una situazione invivibile?
Al di là delle valutazioni sulla opportunità di scelte generali di rilocalizzazione a Novoli di attività quali il Tribunale o l'Università (ma questo riguarda il passato), un altro aspetto deve ora essere al centro dell'attenzione: le sedi giudiziarie che si renderanno libere nel centro cittadino per lo spostamento degli uffici costituiscono un patrimonio pubblico consistente sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Come sappiamo, manca a Firenze un Piano complessivo sulle trasformazioni del centro storico, il che presta il fianco a alzate di ingegno estemporanee. E' necessaria una valutazione attenta del riutilizzo di contenitori importanti come il vecchio Tribunale, che sia improntata all' utilità sociale e al sostegno della vivibilità del centro storico più che alla logica, cui di recente siamo abituati, del centro come vetrina, magari per collocare qualche sede "prestigiosa" di rappresentanza, che richiama i flash dei fotografi ma che sottrae altro spazio alla vita del centro e dei suoi sempre meno numerosi abitanti.
Prossimi appuntamenti
| Ven 25 Mag 15:30 - 19:30 Dall'emergenza abitativa al recupero del patrimonio |



















