Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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100 luoghi, De Zordo: "Fame di partecipazione ma le decisioni importanti sono prese altrove"

Politica

Rimossi tutti i temi caldi: acqua, rifiuti, alta velocità, ataf, sociale...
Una città affamata di informazioni sul suo futuro coglie qualunque occasione per capire cosa ha in mente l'amministrazione. Non meraviglia quindi che i fiorentini abbiano partecipato alle assemblee dei 100 luoghi, nonostante l'affollamento fosse tale soprattutto dove è passato il sindaco, tanto da far apparire la cifra di 10.000 partecipanti davvero esagerata.
Ma, numeri a parte, questa partecipazione è comunque la riprova che  i fiorentini sono desiderosi di partecipazione, di contare davvero nelle scelte dell'amministrazione e non solo di essere chiamati a un incontro episodico, o peggio presi in giro con specchietti per allodole come nel caso del piano per San Lorenzo, trasformato in una vetrina per turisti con lo spostamento da Piazza del Mercato di più di 80 banchi, o come nel caso dei parcheggi interrati su cui sono state espresse dai residenti molte perplessità, o ancora per le trasformazioni delle Oblate dove i presenti si sono pronunciati a maggioranza contro la proposta che è sembrata generica, faraonica e in linea con la spettacolarizzazione della politica culturale cittadina. Ma si potrebbe continuare.

E le decisioni di fondo?  Si è forse potuto avere un confronto sull'apertura di un inceneritore a San Donnino? No di certo, e infatti l'assemblea in cui era coinvolta Quadrifoglio è finita con una litigata tra la società partecipata e il Comitato contro l'inceneritore. Si è forse potuto aprire un confronto sul famigerato tunnel Tav sotto Firenze? Niente affatto. Non era previsto in nessun luogo, come se fosse un tabù parlare di una scelta già fatta che impatterà su una parte consistente di città! O sulla ripubblicizzazione del servizio idrico? Un tema di competenza unica del sindaco! O sulla vendita di Ataf ? Finchè Renzi non ha deciso non ne parla neanche il Consiglio Comunale figuriamoci i normali cittadini! O sul futuro di San Salvi? O sull'emergenza abitativa che riguarda fasce deboli di cittadini che non potranno certo comprarsi gli appartamenti di pregio che si ipotizzano alla Manifattura Tabacchi? E il futuro di Castello e della Piana?
Insomma i nodi cruciali della città o sono già stati decisi e non messi in discussione anche se c'è un forte dissenso, o sono rimasti nel vago anche dopo i 100 luoghi.

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