Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
Text Size

A Roma praticata la "Ricetta Cossiga"? Necessaria la massima vigilanza democratica

Politica

Comunicato stampa
perUnaltracittà - lista di cittadinanza
A Roma praticata la "Ricetta Cossiga"?
Crisi politica, necessaria la massima vigilanza democratica.
E' necessario che ogni cittadino e cittadina, ogni forza politica, sindacale e della società civile sia consapevole e allo stesso tempo vigili al massimo sulle dinamiche relative agli scontri di ieri a Roma rese pubbliche oggi dalla stampa e da molti siti internet indipendenti. Ci sono infatti fotografie e immagini di persone mascherate che hanno atteggiamenti non chiari, di estrema confidenza con le forze dell'ordine, ma che pochi istanti prima o dopo, sono riprese mentre compiono azioni violente contro cose e contro le stesse forze dell'ordine.
Un paese democratico non ha bisogno di infiltrati e provocatori delle forze dell'ordine tra i cittadini che manifestano. Ci auguriamo che questo ieri non sia successo e che il ministro dell'interno Maroni non abbia raccolto i consigli offerti nell'ottobre del 2008 da Francesco Cossiga e che riportiamo per non dimenticare riprendendole dalla rassegna stampa dello stesso governo http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406
INTERVISTA A COSSIGA
«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»
di Andrea Cangini per il Quotidiano Nazionale del 23 ottobre 2008
Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».
Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E` dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile.
Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».
Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».
E' necessario che ogni cittadino e cittadina, ogni forza politica, sindacale e della società civile sia consapevole e allo stesso tempo vigili al massimo sulle dinamiche relative agli scontri di ieri a Roma rese pubbliche oggi dalla stampa e da molti siti internet indipendenti. Ci sono infatti fotografie e immagini di persone mascherate che hanno atteggiamenti non chiari, di estrema confidenza con le forze dell'ordine, ma che pochi istanti prima o dopo, sono riprese mentre compiono azioni violente contro cose e contro le stesse forze dell'ordine.
Un paese democratico non ha bisogno di infiltrati e provocatori delle forze dell'ordine tra i cittadini che manifestano. Ci auguriamo che questo ieri non sia successo e che il ministro dell'interno Maroni non abbia raccolto i consigli offerti nell'ottobre del 2008 da Francesco Cossiga e che riportiamo per non dimenticare riprendendole dalla rassegna stampa dello stesso governo http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406
INTERVISTA A COSSIGA
«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»
di Andrea Cangini per il Quotidiano Nazionale del 23 ottobre 2008
Presidente Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».
Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E` dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile.
Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».
Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

Gli rss di perUnaltracittà

comunicati_feedIscriviti gratuitamente per ricevere tutte le novità pubblicate sul sito

Seguici su

  • Facebook Page: 127496850694730
  • Flickr: perunaltracitta
  • Twitter: perunaltracitta
  • YouTube: perunaltracitta

In evidenza

perunaltracitta-kmzero-240x60

Bilancio_2012_2014_Comune_di_Firenze_proposte_De_Zordo

banner_puc_240x60_contro_la_crisi

banner_puc_240x60_eventi_convegni

banner_puc_240x60_newsletter

banner_puc_240x60_piano_strutturale

banner_quaderni_240x60

Prossimi appuntamenti

perUnaltracittà per...

banner_puc_240x60_alterpiano

notav

banner_puc_240x60_altracitta

banner_puc_240x60_veronica

banner_puc_240x60_salviamoilpaesaggio

banner_puc_240x60_microcredito

dmkmzero-240x80

banner_puc_240x251_disobbedienza_acqua

nooil-a4x4-Banner

I nostri atti

atti_nuovi

atti

Contribuisci anche tu

La lista di cittadinanza perUnaltracittà è completamente autofinanziata.

Anche tu puoi contribuire alla sua crescita con
una donazione sul conto corrente:

Iban - IT80 M050 1802 8000 0000 0114 009

presso Banca Popolare Etica.