Ha vinto la democrazia, ha vinto la Costituzione. La Cassazione ha bocciato il tentativo del Governo di bloccare il quesito sull’energia nucleare e smaschera inequivocabilmente i trucchi del governo per far mancare il quorum e far fallire i referendum.
E' stato, fin dal primo momento, evidente che l’inserimento nel decreto omnibus dell’ emendamento che abrogava le norme sottoposte a referendum costituiva un banale escamotage volto ad impedire lo svolgimento del referendum stesso, senza rinunziare al programma nucleare contro il quale si sono mobilitati i comitati referendari.
A svelare questa intenzione è stato lo stesso presidente del consiglio che ha ammesso la volontà del governo di evitare il pronunciamento del popolo sovrano che, in preda all’emotività per il disastro giapponese, avrebbe quasi certamente bocciato il ritorno al nucleare.
Si è parlato di “scippo” del referendum, di “furto” di democrazia, di una colossale frode architettata dal Sovrano del popolo alle spalle del popolo sovrano. Tutte queste definizioni colgono nel segno e adesso hanno ricevuto un riscontro formale attraverso la decisione della Cassazione. L'Ufficio centrale per il Referendum, chiamato dal Governo a “certificare” la cancellazione del referendum, ha deciso, al contrario, che il referendum si deve tenere lo stesso, mettendo a nudo la natura mistificatoria dell'operazione attuata per sottrarre al popolo italiano la possibilità di decidere del suo futuro.
La Corte di Cassazione ha esercitato, in piena indipendenza, la sua funzione di garanzia, a tutela del corretto funzionamento delle istituzioni. Essa ha rilevato che le nuova disciplina approvata con il decreto “Omnibus”, anche se comporta l'abrogazione delle norme oggetto del quesito referendario, non determina l'abbandono del programma di ritorno al nucleare, mantenendo in vita la strategia nucleare contro la quale erano diretti i quesiti referendari. Di conseguenza, conformemente alle indicazioni della Corte Costituzionale (sentenza n.69 del 1978), ha trasferito i quesiti sulle nuove norme che consentono la ripresa del nucleare.
Alla luce di questa importante sentenza, ci batteremo con ancora maggior convinzione affinché l'acqua rimanga un bene comune gestito nell'interesse della collettività, affinché il nucleare venga definitivamente abbandonato come fonte di energia del futuro, affinché i cittadini tornino ad essere uguali davanti alla legge come sancito dall'articolo 3 della Costituzione.
Per disinnescare questo ennesimo attacco alla democrazia è però necessario che tutti i cittadini difendano i propri diritti costituzionali ed il futuro delle prossime generazioni attraverso il voto nel referendum del 12 e 13 giugno.
A firma di:
COMITATO REGIONALE TOSCANO PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL QUORUM AL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011“Insieme diciamo SI”
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