Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Una democrazia a chilometri zero per uno sviluppo locale autosostenibile

Politica

[perUnaltracittà 18/10/2010]
Il 'Progetto locale' solidale per una sovranità culturale, alimentare e energetica

Le proposte per un territorio capace di connettere i saperi nel libro di Alberto Magnaghi
Venerdì pomeriggio in Palazzo Vecchio si è dibattutto sul libro "Il progetto locale. Verso la coscienza di luogo", di Alberto Magnaghi, urbanista e docente di Pianificazione territoriale, che affronta temi estremamente attuali sul futuro delle città. Sono intervenuti nomi di prestigio quali  gli urbanisti Pier Luigi Cervellati e Paolo Baldeschi,  l'economista Giacomo Becattini e lo storico Rossano Pazzagli.
VALORIZZARE IL TESSUTO LOCALE
L'analisi territoriale - culturale, sociale e economica- e le proposte contenute nel libro, che sono state alla base della Carta del nuovo municipio, acquistano oggi un valore particolare perché offrono una propspettiva concreta per lo sviluppo locale autosostenibile. Una risposta alla sfida della globalizzazione, a cui finora si è risposto in modo schizofrenico o cavalcandola e snaturando il territorio e il patrimonio locale col miraggio di entare nel mercato mondiale, o accentuando una fissazione identitaria escludente e regressiva come mostra bene la cultura leghista. Valorizzare la propria identità promuovendo la crescita di società locali intenzionate a ritessere relazioni virtuose con il proprio ambiente, interpretandone i valori territoriali per produrre benessere diffuso e elevarne la qualità della vita: ecco l'obbiettivo del "progetto locale", un processo che deve produrre sistemi economici locali integrati, dall'agricoltura al terziario avanzato, che può coinvolgere reti complesse di abitanti-produttori, lavoro autonomo, artigianato, microimpresa, in un patto solidale di valorizzazione del proprio patrimonio territoriale.
PER UNA GOVERNANCE A CHILOMETRI ZERO
Scomporre il governo della grande città in municipalità a misura di prossimità, riorganizzare gli enti pubblici sovracomunali in un sistema di bioregioni urbane (sistemi vallivi, bacini fluviali, entroterra costieri, regioni urbane che realizzino equilibri nuovi che chiudano le filiere corte superando modelli regionali gerarchici), valorizzare le reti delle piccole città storiche: per raggiungere questi obbiettivi è importante affiancare gli istituti di democrazia delegata a nuove forme di democrazia partecipativa. Con la finalità di creare spazi  solidali di sovranità culturale, alimentare e energetica, territori liberi da ogm, denuclearizzarti, disinfestati dall'agroindustria che producono il proprio futuro mettendosi in grado di produrselo. Una forma di globalizzazione dal basso che ricostruisca coesione sociale e solidarietà tra culture messe a rischio da mercati selvaggi, che porta alla corresponsabilità degli abitanti tutti - ovvero le nuove forme di cittadinanza - verso i luoghi e verso le persone.

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