Manifestazione Scuola e Università, De Zordo: "Studenti, docenti e lavoratori si riprendono Piazza San Marco"
Ci auguriamo che i dubbi e i divieti sull'uso di piazza San Marco per le manifestazioni cittadine siano definitivamente fugati. Hanno avuto la risposta adeguata dalla riuscita manifestazione provinciale indetta dai Lavoratori della Conoscenza (CGIL) e dal movimento degli studenti che oggi ha coinvolto docenti, precari, ogni categoria di lavoratori e studenti dell'università e delle scuole superiori.
Malgrado le opinioni contrarie espresse dall'assessore comunale alla mobilità e dal presidente di Ataf, oltre che da varie voci che paventavano non si sa bene quale rischio, la mobilitazione ha ottenuto Piazza San Marco come luogo di concentramento. Si tratta a parere nostro di una importante vittoria democratica. Piazza San Marco da vari decenni ospita le manifestazioni studentesche e è diventata lo spazio simbolicamente legato alla difesa dei diritti di docenti, lavoratori e studenti di scuola e università.
Non è dunque la prima volta che ospita chi si batte per la salvaguardia del sistema pubblico di formazione, ma ora più che mai dobbiamo far sentire la nostra voce perché la contro-riforma Gelmini prevede la privatizzazione e l’aziendalizzazione dell’Università pubblica, blocca i contratti e le carriere del personale per 4 anni, aumenta l’età pensionabile, licenzia i precari e taglia centinaia di migliaia di posti di lavoro, così come nella scuola pubblica che viene penalizzata e destinata e fornire meno servizi e meno preparazione per le future generazioni. Oggi in piazza San Marco, riempita da migliaia di persone di varia età e tipologia, si è risentita la voce unitaria di chi vuole difendere scuola, università e ricerca pubbliche per garantire un futuro a questo Paese.
Ci auguriamo che i dubbi e i divieti sull'uso di piazza San Marco per le manifestazioni cittadine siano definitivamente fugati. Hanno avuto la risposta adeguata dalla riuscita manifestazione provinciale indetta dai Lavoratori della Conoscenza (CGIL) e dal movimento degli studenti che oggi ha coinvolto docenti, precari, ogni categoria di lavoratori e studenti dell'università e delle scuole superiori.
Malgrado le opinioni contrarie espresse dall'assessore comunale alla mobilità e dal presidente di Ataf, oltre che da varie voci che paventavano non si sa bene quale rischio, la mobilitazione ha ottenuto Piazza San Marco come luogo di concentramento. Si tratta a parere nostro di una importante vittoria democratica. Piazza San Marco da vari decenni ospita le manifestazioni studentesche e è diventata lo spazio simbolicamente legato alla difesa dei diritti di docenti, lavoratori e studenti di scuola e università.
Non è dunque la prima volta che ospita chi si batte per la salvaguardia del sistema pubblico di formazione, ma ora più che mai dobbiamo far sentire la nostra voce perché la contro-riforma Gelmini prevede la privatizzazione e l’aziendalizzazione dell’Università pubblica, blocca i contratti e le carriere del personale per 4 anni, aumenta l’età pensionabile, licenzia i precari e taglia centinaia di migliaia di posti di lavoro, così come nella scuola pubblica che viene penalizzata e destinata e fornire meno servizi e meno preparazione per le future generazioni. Oggi in piazza San Marco, riempita da migliaia di persone di varia età e tipologia, si è risentita la voce unitaria di chi vuole difendere scuola, università e ricerca pubbliche per garantire un futuro a questo Paese.
Tagli alla scuola, De Zordo: "Crisi finanziaria pretesto per scelte politiche"
Condividiamo l’allarme di quanti, insegnanti e genitori, denunciano l’attacco alla scuola della Costituzione sferrato dal Governo, che solo nella nostra provincia lascerà senza cattedra 370 insegnanti e senza tempo pieno 750 famiglie. Siamo al loro fianco nella due giorni di mobilitazione che interessa Firenze con un presidio e corteo oggi e un incontro domani alla Casa del popolo dell'Isolotto.
La crisi economica è un alibi per smantellare la scuola pubblica, l'università, la ricerca e gli enti culturali. Le risorse destinate alla cultura, già misere, vengono tagliate del 30% con recuperi minimi: solo 20 milioni di euro con i tagli agli enti. Discorso analogo per la riduzione del tempo pieno a scuola che a fronte di un risparmio irrisorio andrà a colpire le famiglie meno abbienti e le donne lavoratrici.
In ben altro modo si dovrebbero recuperare le risorse, colpendo finalmente l'evasione fiscale o limitando le grandi opere a quelle davvero indispensabili. Di sicuro non lo è il costosissimo tunnel tav sotto Firenze che, rispetto al passaggio in superficie, da solo fa lievitare i costi di 1 miliardo di euro.
[perUnaltracittà 03/06/10]
Condividiamo l’allarme di quanti, insegnanti e genitori, denunciano l’attacco alla scuola della Costituzione sferrato dal Governo, che solo nella nostra provincia lascerà senza cattedra 370 insegnanti e senza tempo pieno 750 famiglie. Siamo al loro fianco nella due giorni di mobilitazione che interessa Firenze con un presidio e corteo oggi e un incontro domani alla Casa del popolo dell'Isolotto.
La crisi economica è un alibi per smantellare la scuola pubblica, l'università, la ricerca e gli enti culturali. Le risorse destinate alla cultura, già misere, vengono tagliate del 30% con recuperi minimi: solo 20 milioni di euro con i tagli agli enti. Discorso analogo per la riduzione del tempo pieno a scuola che a fronte di un risparmio irrisorio andrà a colpire le famiglie meno abbienti e le donne lavoratrici.
In ben altro modo si dovrebbero recuperare le risorse, colpendo finalmente l'evasione fiscale o limitando le grandi opere a quelle davvero indispensabili. Di sicuro non lo è il costosissimo tunnel tav sotto Firenze che, rispetto al passaggio in superficie, da solo fa lievitare i costi di 1 miliardo di euro.
[perUnaltracittà 25/01/2010] La capogruppo di perUnaltracittà: "Inaccettabile abbattere le liste d'attesa affollando le sezioni"
“L'amministrazione comunale investa in maniera decisa sugli asili pubblici anziché finanziare strutture private, e offra a tutti l'opportunità di un servizio di qualità”. E' il commento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo, che ha espresso oggi il suo sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori degli asili nido che hanno scioperato oggi.
“Non è accettabile che il Comune adotti la logica di abbattere le liste di attesa riempiendo di bambine e bambini gli asili nido (ci saranno sezioni anche con 27 bambini) – ha spiegato De Zordo – senza considerare l’adeguatezza delle strutture e senza integrare l’organico del personale. E’ necessario invece puntare sulle strutture pubbliche e contemporaneamente integrare gli organici, bloccando i processi di esternalizzazione che producono precarietà lavorativa e spesso bassa qualità del servizio”.
“Le risorse che ora vengono destinate a strutture private, baby sitting domiciliare e voucher alle famiglie – ha aggiunto De Zordo – devono essere investite nell'apertura di nuovi nidi pubblici con personale stabile eliminando il precariato esistente e ponendo grande attenzione alla qualità del servizio offerto. perUnaltracittà invita il sindaco a non smantellare i servizi di qualità dei nidi pubblici a Firenze e a riaprire il confronto con la rappresentanza sindacale al fine di ricostruire corrette e trasparenti relazioni con le lavoratrici e i lavoratori degli asili nido”.
perUnaltracittà aderisce e partecipa convintamente allo sciopero della scuola e dell'università di domani contro il Disegno di Legge Gelmini per la riforma del sistema universitario, del Diritto allo Studio e del reclutamento del personale accademico. E’ infatti evidente che la politica di questo governo, anche e non solo con la ‘riforma’ Gelmini, sta deliberatamente cercando di creare una società docile in cui l’inclusione, l’accoglienza, il pensiero critico e il senso della complessità siano azzerati attraverso provvedimenti tesi a renderla sempre più selettiva, escludente e consenziente. Riteniamo che la tutela della scuola e dell'università pubblica statale debba essere una delle priorità degli amministratori pubblici.