Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Convenzione Castello, De Zordo e Grassi: "Renzi smentito dalla sua maggioranza in Consiglio"

Urbanistica

Convenzione Castello, De Zordo e Grassi: "Renzi smentito dalla sua maggioranza in Consiglio"

Il sindaco Renzi ha sostenuto che la Convenzione con Ligresti firmata da Comune, Provincia e Regione può essere rivista, arrivando a sostenere che sarebbe "contra legem" e che "bisognerebbe azzerare gli atti e ripartire con una nuova convenzione" .  Lo ha fatto nella sua deposizione in qualità di testimone al processo in corso per corruzione e turbativa d'asta sull'urbanizzazione dll'area di Castello. Eppure la sua maggioranza in Consiglio comunale non lo segue, visto che ha votato contro la mozione da noi presentata che, riprendendo proprio le parole del sindaco, impegnava la Giunta a prendere atto dell'importanza di rivedere i termini della Convenzione e a prendere le iniziative necessarie per rivedere il progetto urbanistico dell'area di Castello.

Quelle del Sindaco erano solo parole, o la sua maggioranza si dissocia da una posizione di Renzi? Ambedue le ipotesi risultano comunque alquanto imbarazzanti per i soggetti in causa. E nella sostanza si è persa ieri in Consiglio l'occasione per rimettere in discussione una scelta sbagliata che non tiene conto delle esigenze della città e della Piana, a partire da un non più rimandabile riequilibrio  ambientale, e di iniziare l'iter per cancellare per quanto possibile (visto l’obbrobrio della scuola carabinieri) la cementificazione prevista.

Saturare l’area di Castello con 1 milione e mezzo di metri cubi è una scelleratezza, che diventa ancor più grave se si considera che in realtà a Firenze non serve niente di quel che si andrebbe a fare: uffici (quali?) alloggi privati a caro prezzo (per chi?). Non a caso ci fu il tentativo quasi riuscito di forzare lo spostamento della sede della provincia e della regione, in modo da avere un committente sicuro e solvibile: le casse pubbliche, che con andazzi simili si sono ormai svuotate.

Se è auspicabile che si faccia luce su una vicenda complessa e sulle responsabilità di amministratori e imprenditori, interesse primario per la città sarebbe che si cogliesse l’occasione per rivedere totalmente la scelta che sta alla base di quanto comincia oggi a sfilare davanti al giudice. Ma proprio l'inizio di questo iter è stato bloccato ieri dal voto negativo in Consiglio.

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