Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Parcheggio al Bobolino: "Si riapra il caso e si dia un segnale di discontinuità"

Urbanistica

[perUnaltracittà 20/01/2010] Intervento di Ornella De Zordo, a seguito dell'audizione del Comitato del Bobolino in Commissione
Urbanistica.
"Ho seguito la vicenda fin dall’inizio ed è giunto in momento di avere risposte chiare dalla Direzione Urbanistica sulla reale destinazione d’uso dell’area e sull’iter seguito per autorizzare la trasformazione di un Giardino storico tutelato e vincolato in un parcheggio privato. Il Comune - dice la capogruppo di perUnaltracittà - deve rispondere al suo compito di vigilare sul
rispetto del Piano Regolatore, anche sulle aree di proprietà demaniale. A maggior ragione se a dover essere tutelato dalla
cementificazione è un Giardino storico. La Giunta Domenici non ha voluto mettersi in conflitto con la Soprintendenza e ha avvallato la cementificazione di un giardino declassificato a parcheggio attraverso un iter tortuoso e oscuro (si consideri ad esempio la DIA presentata dalla Soprintendenza) consentendo la distruzione di uno dei pochi quartieri vivibili rimasti in città.
Il conseguente nuovo accesso su Via Madonna della Pace al Giardino delle Scuderie ha portato, infatti, un completo stravolgimento dell’intero quartiere del Bobolino. Di fatto, anche per eludere l’accesso alla ZTL, tutto il traffico diretto a Palazzo Pitti viene dirottato sulle stradine del Bobolino, in particolare quello dei mezzi pesanti. Il Comune deve tutelare i residenti e gli edifici che, come denuncia il Comitato, hanno subito notevoli danni tanto da indurli a depositare anche una perizia giurata in Tribunale. Dovrebbe essere ormai evidente la fragilità delle colline del Viale dei Colli, che da San Miniato a Via Benedetto Castelli hanno dato prova della loro delicatezza. Anche le strette strade del Bobolino sono costruite su terreno da riporto e per questo e per la pendenza anche di 22%, nel Piano Generale del Traffico Urbano sono classificate come “strade ad uso residenziale. In questo quadro risulta essenziale l'impegno preso dalla Commissione urbanistica a verificare gli atti di competenza ma, contestualmente, anche la Direzione Urbanistica e l’Assessorato alla mobilità dovranno impegnarsi per riaprire il caso e almeno ripristinare un utilizzo di queste vie conforme alle prescrizioni del PGTU. Rimane del tutto incomprensibile - conclude De Zordo - su quali basi la Commissione Comunale per il Paesaggio abbia deciso di non valutare il progetto di un intervento edilizio così impattante come questo. Come Commissione Urbanistica ci siamo impegnati a fare un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi".

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