Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Piano strutturale a Volumi Zero, "Un bel concetto contraddetto dai dati"

Urbanistica

Piano strutturale a Volumi Zero, De Zordo. "Un bel concetto contraddetto dai dati"
300.000 mq da edificare ex novo, più tutto ciò che è già convenzionato e non si sa quant'è
Finalmente chiarito cosa si intende con l'espressione "Volumi zero", che risulta uno dei capisaldi del nuovo Piano Strutturale di Firenze. Se si mettesse in pratica davvero questo concetto proposto dalle più avanzate concezioni urbanistiche, il capoluogo fiorentino si collocherebbe all'avanguardia nella gestione del territorio. Ma i dubbi su cosa realmente si intenda nascono sia dal Documento di avvio del procedimento che dall'audizione odierna in Commissione urbanistica.
In questa sede l'arch. Fanfani, responsabile della progettazione del Piano Strutturale, ha risposto a una mia domanda specifica chiarendo che i volumi zero si devono intendere rispetto al residuo del vecchio P.R.G. e anche alle aree già convenzionate e non ancora costruite, come Castello e altre ancora.
Tutto questo non può essere definito "Volumi zero"!
Infatti ci saranno circa 300.000 mq di suolo su cui edificare ex novo, a cui vanno sommati 1.400.000 metri cubi previsti ad oggi nella Convenzione di Castello, più una serie per ora non conteggiata di piani e interventi edilizi che hanno concluso il proprio iter ma non sono ancora realizzati. Tutto questo non può essere preso come dato assodato, ma si dovrà verificare caso per caso dove andare avanti e dove è opportuno fermarsi, in base alla compatibilità degli interventi previsti rispetto agli indirizzi di Piano.
Ragionamento a parte va fatto per il recupero di quel milione di mq dei famosi contenitori dismessi o in dismissione, cioè edifici da recuperare come il Panificio militare, la Manifattura Tabacchi, l'area ex Gover alle Piagge, per i quali sarà essenziale capire l'uso e la destinazione, perché il riuso ci piace molto, ma si dovrà partire dall'analisi dei bisogni di una città, e non dalle proposte di riutilizzo di contenitori prestigiosi per collocare funzioni remunerative, ma di cui la città non ha alcun bisogno. E qui sarà essenziale un corretto P.S. corredato di analisi e localizzazione delle funzioni da insediare.
[perUnaltracittà 05/05/10]
300.000 mq da edificare ex novo, più tutto ciò che è già convenzionato e non si sa quant'è
Finalmente chiarito cosa si intende con l'espressione "Volumi zero", che risulta uno dei capisaldi del nuovo Piano Strutturale di Firenze. Se si mettesse in pratica davvero questo concetto proposto dalle più avanzate concezioni urbanistiche, il capoluogo fiorentino si collocherebbe all'avanguardia nella gestione del territorio. Ma i dubbi su cosa realmente si intenda nascono sia dal Documento di avvio del procedimento che dall'audizione odierna in Commissione urbanistica.
In questa sede l'arch. Fanfani, responsabile della progettazione del Piano Strutturale, ha risposto a una mia domanda specifica chiarendo che i volumi zero si devono intendere rispetto al residuo del vecchio P.R.G. e anche alle aree già convenzionate e non ancora costruite, come Castello e altre ancora.
Tutto questo non può essere definito "Volumi zero"!
Infatti ci saranno circa 300.000 mq di suolo su cui edificare ex novo, a cui vanno sommati 1.400.000 metri cubi previsti ad oggi nella Convenzione di Castello, più una serie per ora non conteggiata di piani e interventi edilizi che hanno concluso il proprio iter ma non sono ancora realizzati. Tutto questo non può essere preso come dato assodato, ma si dovrà verificare caso per caso dove andare avanti e dove è opportuno fermarsi, in base alla compatibilità degli interventi previsti rispetto agli indirizzi di Piano.
Ragionamento a parte va fatto per il recupero di quel milione di mq dei famosi contenitori dismessi o in dismissione, cioè edifici da recuperare come il Panificio militare, la Manifattura Tabacchi, l'area ex Gover alle Piagge, per i quali sarà essenziale capire l'uso e la destinazione, perché il riuso ci piace molto, ma si dovrà partire dall'analisi dei bisogni di una città, e non dalle proposte di riutilizzo di contenitori prestigiosi per collocare funzioni remunerative, ma di cui la città non ha alcun bisogno. E qui sarà essenziale un corretto P.S. corredato di analisi e localizzazione delle funzioni da insediare.

Commenti  

 
-1 #1 2010-05-26 09:10
Vi rendete conto che: espulso perchè indagato l'arch. Di Benedetto per l'affare Castello, vai a vedere incaricato che non figura al piano strutturale. E' l'ennesimo affare dei bastardi massoni, che sono dappertutto.
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