Accolte in parte le osservazioni di NIT (Fondiaria - Castello), Ferrovie, Poste Italiane e del cinema Fulgor
“Arrivate le controdeduzioni al Piano Strutturale del Comune di Firenze ci sono sempre meno dubbi sul fatto che il Piano non sia a volumi zero – affermano i Consiglieri Comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo – Anche le osservazioni della NIT, ovvero della proprietà Fondiaria di Castello, delle Ferrovie sulle aree ferroviarie - oggetto del Protocollo d’Intesa del 2008 - quelle delle Poste sugli attuali uffici postali, e quella del cinema Fulgor vanno ad aumentare quel carico invisibile che o il Piano dà già per costruito e quindi non conteggia, o che vede interi pezzi della Città finora di proprietà o di interesse pubblico diventare a destinazione prevalente privata.”
“A Castello vengono riconosciuti i volumi previsti nel PUE a destinazione pubblica o di interesse pubblico come richiesto dalla proprietà; corretto dire che non influiscono nel dimensionamento, ma certo se costruiti saranno ben 540.000 m3 in più rispetto ad oggi. Invece, sulla vicenda stadio si riconosce che per far ciò sarà indispensabile passare da una modifica dell’accordo del PUE, il che implicitamente significa un accordo con il privato proprietario dell’area, il quale adesso potrà far valere i metri quadrati recuperati con l’accoglimento dell’osservazione.”
“Sulle Poste invece si prevede una trasformazione di destinazione d’uso che da funzione pubblica porterà gli attuali contenitori di Via Pellicceria, Via del Mezzetta e Via Geminiani, solo per citare i più consistenti, a poter diventare persino alloggi, uffici o camere di albergo: certo non è competenza del Piano deciderne la funzione ma non viene chiusa, come ci saremmo aspettati, questa possibilità, il che è grave soprattutto se si considera che alcuni di questi edifici sono stati costruiti solo ed esclusivamente grazie ad espropri e decreti dell’ormai obsoleto ‘Ministero di Poste e Telecomunicazioni’.”
“Infine sulle aree ferroviarie si riconoscono quasi 300.000 metri3 da recupero degli edifici di Leopolda, ex Centrale del Latte, Campo di Marte, Belfiore e Romito, permettendo persino la possibilità di trasferire questi volumi all’interno dell’intero sedime ferroviario fiorentino, senza alcun vincolo riguardo alla destinazione: non male per un Comune che aveva fatto della battaglia contro le Ferrovie un suo cavallo di battaglia lanciando l’ennesimo proclama. – concludono De Zordo e Grassi – Ultima osservazione che ci sorprendiamo sia stata accolta riguarda il cinema Fulgor: definito come ‘cinema in dismissione’, viene permessa di fatto una sua trasformazione ad altra destinazione, inserendone la superficie nel dimensionamento complessivo del Piano: una beffa per chi fino a qualche giorno fa sosteneva che andasse recuperata la funzione cinematografica in città con un Piano cinema, e che invece in soli due giorni riesce a tagliare le gambe all’Alfieri, di cui è anche proprietario, e autorizza una trasformazione del Fulgor.”
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| Ven 25 Mag 15:30 - 19:30 Dall'emergenza abitativa al recupero del patrimonio |



















