Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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San Salvi, De Zordo: "Si svende il patrimonio pubblico, si distrugge il Parco"

Urbanistica

San Salvi, De Zordo: "Si svende il patrimonio pubblico, si distrugge il Parco"

8.000 mq di residenze di lusso al posto di attrezzature sociosanitarie e servizi nel cuore di San Salvi.  Così si svende il patrimonio pubblico, reiterando anche nel caso di San Salvi la modalità di risolvere i problemi economici degli enti pubblici non già cambiando le pratiche che hanno portato al dissesto finanziario in cui versano, ma facendo cassa con l'alienazione di beni immobili che passano in mano alla speculazione edilizia. San Salvi è un bene collettivo della città e dei suoi abitanti, e come tale ne deve essere preservato l'uso pubblico, come chiedono da anni associazioni e i cittadini del comitato Sansalvichipuò.

In questo caso poi si aggiunge il fatto gravissimo che, destinando un sesto della superficie dell'area di San Salvi a residenze private, si compromette in modo irrimediabile l'unitarietà del complesso, il cui valore culturale, storico e ambientale è straordinario e riconosciuto sul piano internazionale.

Anche l'istituzione del Parco urbano di San Salvi, accolta su nostra proposta nel Piano strutturale, viene completamente snaturata dall'annunciato cambio di destinazione e dall'aumento di carichi urbanistici legati alle ipotizzate residenze.
La gravità di quanto si intende fare è testimoniata dalle nuove notizie di chiusura di centri culturali e sociali (dal Melograno alla Tinaia) e di residenze sanitarie come le Civette, con conseguenze pesanti sia per i dipendenti che per gli ospiti, e sulla quale ci sono state molte mobilitazioni nei mesi scorsi. Ma ora la fredda logica dei numeri - senza che nessuno abbia la volontà o la capacità di immaginare uno scenario diverso - vorrebbe calpestare diritti e salute.
Cittadini, attivisti, studiosi e tutti coloro che in questi anni si sono impegnati nel fornire controproste alla speculazione per il futuro di San Salvi sarà bene che si facciano sentire da ASL, Regione e Comune in difesa del bene comune e per la restituzione alla cittadinanza dell'intero complesso.

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