Sequestro Palazzo Tornabuoni. Interrogammo con urgenza Domenici nel 2009. Per lui era tutto a posto.
Ma nella nota allegata il dirigente dell'edilizia privata riconosceva come "complessa la verifica sull'edificio" e che "compatibilmente con gli impegni istituzionali" (sic) l'ufficio avrebbe verificato la corrispondenza delle "numerose" Dia. Per Domenici quella risposta era "motivata ed esaustiva" e ritenne di "non aggiungere alcuna ulteriore considerazione". Oggi, per l'ennesima volta, è di nuovo la magistratura a dover fare chiarezza sulle pratiche urbanistiche fiorentine.
L'interrogazione di Unaltracittà - reperibile sul sito del Comune all'indirizzo http://bit.ly/fLlXa2 con acclusa la risposta dell'allora sindaco - chiedeva lumi all'amministrazione comunale sull'iter che aveva portato alla realizzazione di circa 36 appartamenti di lusso all’interno dell'ex complesso immobiliare, un palazzo storico, rinascimentale, costruito a metà del XV secolo su disegno di Michelozzo.
La consigliera De Zordo intendeva venire a conoscenza se i lavori in corso comportavano modifiche rilevanti all’edificio; se l’amministrazione comunale era intervenuta e aveva svolto accertamenti per verificare la conformità dei lavori rispetto alle Dia concesse; se i lavori relativi alla varie Dia si sono effettivamente conclusi entro la scadenza dei 3 anni previsti; se Palazzo Tornabuoni era sottoposto a tutela storico culturale e che cosa prevedeva il Nulla Osta della Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio rilasciato il 15/6/2005.
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