Mercoledì, 23 Maggio 2012
   
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Volumi zero, De Zordo: Si è rotto l'incantesimo

Urbanistica

Gli interventi al convegno “Firenze e la Piana: dalla iperperiferia al Parco in città”
Il convegno si è tenuto presso il salone de' Dugento a Palazzo Vecchio


Ecco gli interventi degli ospiti esterni.
Sono inoltre intervenuti anche gli architetti e urbanisti di perUnaltracittà Giorgio Pizziolo, Roberto Budini Gattai e Antonio Fiorentino


***

Il coordinatore dell'Associazione dei comuni virtuosi
Boschini: “Il Piano di Firenze non è a Volumi zero. Perché Renzi dice il contrario?”
Utilizzato un termine che da anni è usato dai Comuni che fermano davvvero la cementificazione

“Dire delle cose e farne delle altre è intollerabile, soprattutto in politica. Matteo Renzi oggi è famoso in Italia perché dice che il Piano strutturale di Firenze è a Volumi zero, ma dalle carte del Piano emerge un'altra realtà. E il danno è doppio, perché proviene da un esponente della mia parte politica, che vorrei fosse alternativa all'attuale sistema di potere, e perché il termine Volumi zero è usato da anni e con fatica da tanti Comuni in Italia che organizzano il loro territorio senza realmente costruire nessun volume in più.”

“Volumi zero significa interrompere la cementificazione e aggredire i diritti acquisiti per rimetterli in discussione, se si ha la voglia e la credibilità per farlo. A Firenze si sono invece confermate alcune previsioni precedenti senza valutarle, e allo stesso tempo il sindaco Renzi va ai talk show nazionali a dire che si è fatto un Piano senza consumo di suolo. Le cose vanno chiamate con il loro nome, e bisogna avere la forza e l'onesta intellettuale per farlo.”

“Infine non basta qualche riunione, un buon sito internet e buoni rapporti con la stampa per definire il Piano strutturale partecipato. La partecipazione non va svalutata, è un processo prezioso, faticoso, ma capace realmente di dare sostanza ai bisogni e alle necessità dei cittadini. Bluffare anche in questo campo è pericoloso proprio per il rapporto tra amministrazioni e cittadini, che è invece da preservare.”

L'assessore regionale all'urbanistica e al territorio
Marson: “Il Parco della Piana dovrà essere fatto nell'interesse collettivo e in piena trasparenza”


"Gli otto comuni interessati al Parco della Piana, compreso Firenze, avranno, come è loro diritto, una forte voce nell'elaborazione delle proposte, e dovranno rapportarsi al progetto tenendo ben presenti le priorità dell'interesse collettivo e della trasparenza. E' questo ciò che ha ispirato la proposta della giunta regionale all'interno del Pit, un Piano ipergarantista che ricordo prevede l'adozione e l'approvazione solo dopo il voto del Consiglio regionale".

Marson ha dato inoltre conto delle tante risorse sepolte nella Piana che va da Firenze all'Ombrone pistoiese. "Si parla di tutelare l'area dove abbiamo pensato il Parco agricolo della Piana sin dagli anni '70. Si tratta di un'area erosa dalle varie urbanizzazioni dei comuni interessati. Si salvano alcune aree di valenza ambientale, basti pensare alle Cascine di Tavola o all'Oasi di Focognano. L'aspetto più importante del nostro lavoro è stato quello di decidere insieme quali fossero le trame territoriali per dare forza al progetto. Pensiamo al territorio come una risorsa, al ricco sistema delle acque, oggi da riqualificare, e alle tante aree agricole pubbliche da tutelare e da rendere disponibili, perché no, a quei giovani con buone idee nel campo dell'innovazione agricola ma privi di risorse economiche per portarle avanti."

"L'aeroporto ha effetti significativi per il rumore, effetti più relativi per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico. La Regione è consapevole che la procedura di Valutazione ambientale strategica (VAS) tuttora aperta dovrà tenere conto dei vari livelli di impatto ambientale. Approfondimenti che per quanto riguarda il rumore vanno di nuovo approfonditi. E se ci sono cose da valutare ancora questo è il momento per farle presenti. La Regione Toscana - ha concluso l'assessore -- ha dovuto tenere conto del Piano di sviluppo aeroportuale del 2003 e del fatto che la pista è troppo corta per garantire una piena sicurezza."

Berdini: “Cambiare il modello di sviluppo. E' la priorità”
L'intervento dell'urbanista romano Paolo Berdini

“In questo paese c'è un accordo molto trasversale per uno sviluppo edilizio ipertrofico, così stanno distruggendola cosa più preziosa della nostra eredità, la bellezza delle città. Ed è paradossale che chi si occupa della salvaguardia dell'ambiente in cui vive viene accusato di soffrire della sindrome NIMBY, cioè egoista, da quelli che per il profitto di pochi distruggono risorse di tutti. Dietro alle parole mirabolanti dei politici, compreso Matteo Renzi, si nasconde il fatto che negli ultimi decenni si vive sempre peggio. Ma prima di lui la Moratti si è inventata per Expo 2015 la “città ecologica”, per giustificare milioni di mc nelle ultime zone libere di Milano”

“Non esistono più le regole, siamo alla deroga e all'eccezione continua, perchè siamo in ginocchio davanti all'economia, che però sceglie la strada più facile della speculazione e del mattone, invece della ricerca e dell'innovazione. L'unica cosa che possiamo fare è cambiare radicalmente direzione, cambiare modello di sviluppo, e visto che si è costruito molto più del necessario, fermare la prosecuzione dello scempio”

De Zordo: “La narrazione renziana dei Volumi zero è finita”
L'intervento della capogruppo di perUnaltracittà

“Il Piano strutturale che il sindaco Matteo Renzi definisce a Volumi zero in realtà non lo è. Lo diciamo dallo scorso anno, e oggi ne abbiamo avuto una diretta testimonianza da Marco Boschini, coordinatore dell'associazione Comuni Virtuosi che si è detto scandalizazto per l'uso che viene fatto del termine. Ma ne hanno dato diretta testimonianza i tanti cittadini intervenuti al convegno che, organizzati o meno, difendono il territorio in cui abitano da presenti e future speculazioni, e che a vario titolo sono interessati alla salvaguardia e alla tutela degli ultimi spazi non consumati della Piana, aggredita dal raddoppio dell'Aeroporto, dalla costruzione della terza corsia autostradale, dal nuovo e anacronistico inceneritore, dall'enorme quantità di cemento prevista per Castello che cancella d'incanto tutti i buoni propositi di Volumi Zero che ultimamente sembrano andare tanto di moda.”

I numeri che negano i Volumi zero

Sono stati anche questi i motivi che hanno portato perUnaltracittà ad esprimere voto contrario all'adozione del Piano strutturale che prevede 3,9 milioni circa di metri cubi previsti e con i 50mila metri quadrati di nuovo suolo che consente di consumare. Il Piano recepisce inoltre in modo acritico insediamenti altamente impattanti e discussi come Castello (coi suoi 1.300.000 metri cubi di cemento), un intervento che stravolge gli equilibri urbani e territoriali e non contribuisce a risolvere nessuno dei problemi o delle esigenze della città, e il completamento dell'area ex Fiat di Novoli con i restanti 44mila metri quadrati del vecchio Piano di recupero che nella sostanza qui si conferma. Al di là di questi insediamenti, il dimensionamento previsto è eccessivo (1.245mila metri quadrati), secondo noi riducibile per più di un terzo.

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