2012-02-22 14:17:05
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<div><span style="font-family: georgia,serif;"> </span><span style="font-family: georgia,serif;">I festeggiamenti per i 500 anni dalla morte di Amerigo Vespucci sono iniziati oggi nel Vecchio Spedale di San Giovanni di Dio a cura del Comune di Firenze e del comitato "Amerigo Vespucci a casa sua". Peccato che il San Giovanni di Dio non sia più “casa sua”.</span></div>
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<div><span style="font-family: georgia,serif;">L’antico ospedale di borgo Ognissanti fu fondato da un altro Vespucci, Simone di Piero, che, prima di morire, nell’anno 1400 lo donò alla Compagnia di Santa Maria del Bigallo, che già si occupava di altri luoghi di cura. Ma per essere sicuro che mantenesse le caratteristiche originarie di assistenza, fissò precise condizioni: i beni mobili e immobili da lui lasciati alla Compagnia si dovevano destinare unicamente “…all’ospitalità e al servizio uso e vantaggio, utilità accoglienza sostentamento dei poveri e degli infermi e delle persone miserabili per il tempo che verrà” ad esclusione di ogni altro “uso e servizio”.</span></div>
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<div><span style="font-family: georgia,serif;">Si dà il caso però che, 612 anni dopo, la ASL fiorentina, nella forsennata politica di alienazioni del patrimonio che contraddistingue le attuali amministrazioni pubbliche, ha ceduto per 30 milioni di euro lo storico immobile ad una società privata anglo-belga che intende realizzarvi una residenza privata per anziani, con tanti saluti ai “poveri e alle persone miserabili”.</span></div>
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<div><span style="font-family: georgia,serif;"> </span><span style="font-family: georgia,serif;"> </span></div>
<div><span style="font-family: georgia,serif;">Le eredi di Simone di Piero Vespucci, che evidentemente hanno in maggior considerazione le volontà espresse dall’illustre antenato di quanto ne abbiano ASL e Comune di Firenze, hanno depositato una Osservazione al nuovo Piano Strutturale, per evitare la prospettiva della privatizzazione del bene, ma il Comune ha giudicato l’osservazione “non pertinente” e l’ha respinta, con il risultato che 6 mesi dopo l’approvazione l’antico ospedale è diventato la nuova sede di una attività privata, con buona pace di Simone di Piero, di Amerigo non più “a casa sua”, e della sanità pubblica, sempre meno pubblica.</span></div>
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<div><span style="font-family: georgia,serif;">Sarà davvero il modo migliore per celebrare i lasciti di una storica famiglia fiorentina?</span></div>
Redazione
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