perUnaltracittà sostiene i lavoratori Ataf in lotta per servizio e diritti ​migliori​

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2014-05-15 14:31:16

><p>La privatizzazione di ATAF, sbandierata come la nuova frontiera della modernità da una amministrazione ubriaca di liberismo e incapace di trovare soluzioni ai problemi reali, si sta rivelando per quello che è: un attacco violento alle condizioni di vita dei lavoratori e servizio peggiorato per l’utenza. Non era difficile prevedere che un soggetto che ha il profitto come finalità principale si attivasse immediatamente per colpire i dipendenti per abbassare – nel modo più semplice e selvaggio – i costi di gestione, senza occuparsi delle ripercussioni sulla qualità del servizio e sulla sicurezza.<br /> <br />Come denunciato da COBAS ATAF, la nuova proprietà (Busitalia/Cap/Autoguidovie) ha ridotto il servizio, spostato giovani autisti per la penisola a seconda delle sue esigenze, e ai conducenti superstiti allungato l’orario di guida e diminuito le pause fra i periodi al volante.<br /> <br />Ma ancora non basta. Incoraggiati dal compiacente (con i privati) ex Sindaco ora premier “del fare” che ha appena sancito la precarietà a tempo indeterminato, i rampanti manager della proprietà nella trattativa nazionale per la contrattazione di secondo livello di tutte l’aziende del gruppo Busitalia vogliono rottamare anche il diritto alla salute, negando il pagamento dei primi tre giorni di malattia. Certo non una grande idea anche dal punto di vista della sicurezza, in un settore lavorativo così delicato come quello degli autisti del trasporto pubblico.<br /> <br />A fianco dei lavoratori ATAF in lotta per la propria dignità e i propri diritti, e per un servizio pubblico di qualità, non possiamo che riprendere e condividere quanto scritto oggi da COBAS ATAF:<br /><br /><em>“Alla faccia della legge 81/08 sulla sicurezza e salute sul lavoro, bisogna iniziare a preparare il cittadino che se ci vedono guidare moccicosi, febbricitanti, con le lacrime agli occhi per dolori della testa, addominali o muscolo-scheletrici; se ci trovano imbarazzati per problemi urinari o intestinali o non nel pieno delle nostre funzioni cognitive e con tempi di razione troppo lunghi a causa di assunzione di antidolorifici per i quali è sconsigliata la guida in genere (figuriamoci su un mezzo pubblico), non ci facciano caso e che stiano alla sorte: anche noi autisti dobbiamo mangiare e pagare il mutuo.<br /> Nel caso accada qualche sciagura, chiedano lumi ai nostri dirigenti, che in stile del “maestro” Moretti risponderanno che: “si è trattato di uno spiacevole incidente” Gli Autisti Ataf ricordano e stringono i famigliari delle 32 vittime della strage di Viareggio-29/6/2009.”</em></p>

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