Lo sciovinismo del welfare, che colpisce immigrati e i rifugiati, riflette la crisi del sistema capitalista e il fallimento del progetto neoliberista. Attraverso ricostruzioni storiche e affondi sul caso italiano, gli autori illuminano una strategia di gerarchizzazione della società che crea status giuridici diversificati agendo sullo «spazio» di appartenenza. Diventa così possibile riformulare la distinzione tra chi merita e chi no: il discrimine non è più tra poveri destinati alla protezione sociale e poveri forzati ad accettare qualsiasi lavoro, ma tra «veri appartenenti» alla nazione e «ospiti indesiderati»
L’autore dialoga con Isabella Mancini
Redazione di Fuori Binario, via del Leone 76 Firenze
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