Tra tavolini abusivi e burocrazia sorda: la battaglia di un residente del centro storico

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Mi chiamo Leonardo Lani, sono uno dei pochi residenti rimasto a vivere nel centro storico di Firenze, nello specifico la mia abitazione si trova in un tratto di strada pedonale, tra Piazza Santa Croce e il Duomo, in via Palmieri, dove già negli ultimi anni i locali a servizio dei residenti sono stati sostituiti per lo più da ristoranti turistici.

Durante l’emergenza pandemica questi ristoranti hanno avuto l’autorizzazione dall’Amministrazione Comunale, in deroga a tutti i regolamenti urbanistici, a ubicare tavolini all’aperto per agevolare la situazione emergenziale. L’occupazione selvaggia del suolo pubblico purtroppo è rientrata solo parzialmente e i ristoratori si sono sentiti autorizzati, anche decadendo ogni concessione, a disporre i tavolini, secondo loro necessità, assecondando la richiesta dei fruitori. La quotidianità è diventata insostenibile, il diritto di accesso dei residenti per il carico e scarico negli orari consentiti è negato, non è possibile camminare normalmente sui marciapiedi, il transito dei taxi e dei mezzi di soccorso è impedito.

Nel 2023 mi sono deciso a denunciare questa situazione insostenibile, certo di arrivare ad una risoluzione in tempi ragionevoli. Come primo approccio ho scelto la cosa più semplice, telefonare al centralino della Polizia Municipale, che ha raccolto la segnalazione, dicendo che comunque era competenza del Nucleo di Polizia Amministrativa a cui avrebbero passato la denuncia. Per velocizzare la comunicazione ho provato a recarmi presso l’ufficio riportato nel sito del Comune apprendendo purtroppo che questo non riceve al pubblico ma comunque è disponibile una linea telefonica aperta tutti i giorni dalle 8 alle 13. Purtroppo la sola risposta ricevuta è quella di una segreteria virtuale che ripete gli orari di apertura della linea telefonica, stessa risposta nei giorni successivi. Ho quindi richiamato il Centralino dove mi è stato consigliato di mandare una mail all’indirizzo dello stesso Nucleo di Polizia Amministrativa, ho provveduto immediatamente descrivendo i numerosi episodi allegando foto inerenti la situazione intollerabile. Anche in questo caso non ho ricevuto alcuna risposta, neppure una presa in carico della segnalazione. Dopo numerosi tentativi senza esito ho quindi telefonato ad altri uffici fino ad arrivare alla segreteria del Comandante della Polizia Mucipale cui ho chiesto un appuntamento, che mi è stato negato senza alcuna giustificazione.

Come ultimo tentativo ho scritto all’Assessore delle Attività Economiche seguendo i canali istituzionali riportati nel sito internet del Comune di Firenze, anche in questo senza ricevere nessuna risposta, stesso esito con il Sindaco di Firenze. Non mi sono rassegnato e ho cercato di capire se l’intervento della Polizia Municipale avesse avuto luogo e con quale esito, per questo ho seguito la procedura di accesso agli atti, risultata piuttosto lunga e complessa. Dopo mesi di attesa ho ricevuto finalmente i verbali dei controlli e delle irregolarità rilevate senza tuttavia sapere se le licenze fossero ancora in atto. Ho quindi richiesto agli uffici del SUAP le licenze in corso di validità, credendo ingenuamente in una risposta celere, purtroppo anche in questo caso si è resa necessaria una lunga attesa a causa dell’opposizione formale di alcuni esercenti. Finalmente la risposta è arrivata dopo circa tre mesi dalla richiesta. Dai due accessi agli atti è emersa un’incredibile situazione di irregolarità, concessioni inesistenti, limiti non rispettati e sanzioni notificate; tuttavia, gli effetti di questi controlli sono stati del tutto inefficienti agli occhi di un residente rimanendo invariato il numero dei tavoli e la difficoltà ad accedere con l’auto.

Forte di queste evidenze ho scritto nuovamente una mail, a distanza di due anni dalla prima denuncia, al Sindaco di Firenze, all’ Assessore alle Attività Commerciali, al Segretario del Quartiere I e al diringente del SUAP riportando in breve le conclusioni degli Accessi agli atti.
Anche in questo caso nessuna risposta.

Paradossalmente l’Assessore alle Attività produttive ha risposto prontamente ai miei commenti su Instagram in cui è molto attivo.
Ormai l’amministrazione di questa città si preferisce farla sui social ignorando i canali istituzionali, questo ultimo episodio mi ha definitivamente spronato a fare un esposto alla Procura della Repubblica denunciando quanto subito, con il supporto dell’avv. Urbano Rosa e della “nostra” campagna Salviamo Firenze ( qui l’estratto dell’esposto presentato con le minacce ricevute)

Leornardo Lani, residente del centro storico di Firenze

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Redazione

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1 commento su “Tra tavolini abusivi e burocrazia sorda: la battaglia di un residente del centro storico”

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