Per il ministro Ben Gvir lo scorso 30 agosto a Genova hanno sfilato 50.000 terroristi. La loro colpa? Far parte di quello stupendo movimento che accompagnerà la Global Sumud Flotilla verso Gaza: decine di navi e centinaia tra attiviste e attivisti provenienti da 44 paesi che cercheranno con i loro corpi di rompere il muro armato che Israele – fuori da ogni norma del diritto internazionale e umanitario – ha eretto a protezione del genocidio, della pulizia etnica, della distruzione di case e ospedali. Mentre il governo Netanyahu è responsabile, con la complicità dei governi europei, dell’uccisione per fame e per piombo della comunità palestinese della Striscia, oltre due milioni di persone, la società civile internazionale lancia la più grande iniziativa popolare organizzata a sostegno dei gazawi.
Eravamo a Genova, abbiamo visto con i nostri occhi decine di migliaia di persone “normali”, donne e uomini, giovani e vecchi, bambini e attivisti, sindacalisti ed insegnanti, disoccupati e imprenditori, migranti e commercianti. Insieme, e con l’aiuto di gruppi e associazioni di tutta Italia, hanno prima raccolto 300 tonnellate di cibo e di aiuti, poi sono scesi in strada per scortare le imbarcazioni che dal Porto Vecchio di Genova sono salpate verso il Mediterraneo orientale con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti e sollecitare i governi di Europa e Stati Uniti a fermare la mano armata di Israele. Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia della Global Sumud, ha detto che la flottiglia è un’azione “pacifica, nonviolenta, umanitaria, con la quale cercheremo di aprire un corridoio umanitario e chiederemo che questo genocidio indiscriminato e impunito finisca. Sottoporre a fame e sete bambini, donne, persone assolutamente innocenti ci sembra vergognoso e dovrebbe essere vergognoso per tutti”.
Il successo della cerimonia di apertura della Global Sumud Flotilla ha sorpreso anche gli organizzatori. Nessuno si aspettava una partecipazione così ampia e determinata. Prima del corteo partito alle 21, nel pomeriggio, presso i locali di Music for Peace c’è stata l’occasione di conoscersi e scambiarsi opinioni, idee, pratiche per far invertire la rotta alla politica italiana che – trasversalmente dall’8 ottobre 2023 – si è schierata con Israele. Le cose sono cambiate e cambieranno ancora. Il centrosinistra pare finalmente consapevole di quanto sta accadendo a Gaza, non a caso la sindaca di Genova si è schierata apertamente con la flottiglia, mentre le destre al momento restano tetragone nel sostenere Netanyahu, e non fatichiamo a capire il perché. Il governo continua a consentire l’export di armi italiane verso Israele, nonostante non sia consentito dalla legge italiana, e le grandi aziende – pubbliche e private, Leonardo su tutte – fanno profitti milionari sulla morte dei palestinesi, oltre 60.000 ad oggi di cui l’83% civili.
Torniamo a Ben Gvir. Ha detto che la Global Sumud Flotilla sarà fermata, che tutti gli attivisti saranno arrestati e saranno trattenuti in detenzione prolungata nelle prigioni israeliane di Ketziot e Damon, utilizzate per detenere i terroristi. Dalla manifestazione di Genova gli organizzatori hanno risposto nel migliore dei modi, invitando alla nonviolenza e praticando il boicottaggio. Un rappresentante dei portuali ha detto chiaro e tondo che “Se anche solo per 20 minuti perdiamo il contatto con le nostre barche, noi blocchiamo l’Europa. Non faremo uscire più nemmeno un chiodo. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi devono tornare indietro senza un graffio, e tutta la nostra merce, che è del popolo, fino all’ultimo cartone, deve arrivare dove deve arrivare. Dalla Liguria escono 13-14mila container all’anno per Israele. Non faremo uscire più nemmeno un chiodo. Lanceremo lo sciopero internazionale, bloccheremo le strade. Bloccheremo tutto”.
L’appello della Flottiglia è stato già raccolto da centinaia di migliaia di persone. Nei prossimi giorni sta a noi tenere gli occhi aperti su quanto accadrà nel Mediterraneo. Le decine di barche in viaggio rispetteranno il diritto marittimo e quello internazionale, a noi sostenerli tenendo alta l’attenzione sulle azioni di Israele. Perché non siamo noi ad essere i terroristi.
Buon vento a tutte e tutti noi.
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La Global Sumud Flotilla non è solo un atto di umanità e di solidarietà, ma anche un atto di coraggio e una sfida a Israele. I partecipanti rischiano la cattura e il carcere come “terroristi” (avvertimento e dichiarazione esplicita di Ben Gvir), le barche rischiano di essere sequestrate e i viveri raccolti di finire in mare. Staremo a vedere se i governi “ignavi” reagiranno finalmente; stare zitti sarebbe una vergogna pazzesca!
Perfettamente d’accordo. Quanto ai governi ignavi…be’ non ci conterei.