Manifesto nazionale per la Palestina
Di fronte al genocidio in corso in Palestina, al massacro in Libano e all’estensione del fronte della guerra, non possiamo restare a guardare. È responsabilità di tutte e tutti unirsi in un’unica grande manifestazione nazionale che partirà da Porta San Paolo.
Come organizzazioni palestinesi in Italia e come palestinesi in diaspora – vogliamo costruire un corteo unitario, determinato dalle chiare parole d’ordine, uniti sotto la bandiera palestinese, al fianco della legittima resistenza del popolo palestinese e solidali con le iniziative di rottura dell’assedio come la Freedom Flotilla e la Global Sumud Flotilla.
Blocchiamo tutto! Facciamo appello a mobilitarsi e organizzarsi per rispondere con decisione — attraverso mobilitazioni, scioperi, picchetti, blocchi e cortei — non solo se la Freedom Flotilla e la Global Sumud Flotilla saranno colpite, ma finché il genocidio e l’occupazione continueranno; blocchiamo la complicità dell’Italia!
Il ruolo dell’Italia nel genocidio palestinese è evidente e inaccettabile; l’Italia, attraverso la vendita di armi e il sostegno politico e militare a Israele, è complice del genocidio in Palestina. Negli anni abbiamo visto l’Italia destinare miliardi per finanziare guerre imperialiste, e l’aumento incessante della spesa militare, a spese dei diritti sociali, welfare, sanità e istruzione, occorre una netta posizione contro la complicità dell’Italia e contro NATO e UE.
Scendiamo quindi in piazza per:
• lo Stop immediato al genocidio e alle aggressioni in Libano, Siria, Yemen e Iran;
• l’Ingresso immediato e senza condizioni degli aiuti umanitari;
• Sostegno incondizionato alla resistenza palestinese;
• Liberazione di tutti i prigionieri palestinesi, incluso Anan Yaeesh, partigiano palestinese detenuto in Italia, e di tutte le persone colpite dalla repressione per la solidarietà alla Palestina, come Tarek, arrestato dopo la manifestazione del 5 ottobre scorso;
• Riconoscimento e applicazione del diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi;
• Riconoscimento pieno del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese;
• Cessazione immediata della vendita e dell’esportazione di armi verso “Israele”, embargo militare immediato;
• Boicottaggio totale e sanzioni economiche, diplomatiche, militari, accademiche, culturali, politiche, sportive e istituzionali contro “Israele”;
• Ritiro immediato dei cittadini italiani che stanno prendendo parte al genocidio a Gaza;
• Contro la NATO, alleanza imperialista aggressiva e guerrafondaia, e tutti i complici del genocidio e dell’occupazione perpetrati da Israele;
• Interruzione immediata di ogni rapporto istituzionale e di gemellaggio con “Israele” da parte di regioni, province, comuni e municipi;
• Che il 29 novembre venga celebrata ovunque la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese;
• Contro la criminalizzazione della solidarietà alla Palestina e contro il DDL 1004, che mira a equiparare antisionismo e antisemitismo e a reprimere chi si oppone al genocidio e all’occupazione, etichettandolo ingiustamente come antisemita;
• Che nelle scuole italiane venga commemorata la Nakba così come giustamente si commemora la Shoah, e che non vi sia alcun divieto da parte di dirigenti o del MIUR a parlare della Palestina;
• Che le borse di studio per studenti palestinesi vengano accompagnate da visti reali e concreti, altrimenti restano propaganda ipocrita;
• Che i feriti palestinesi accolti in Italia vengano realmente curati e sostenuti, e non usati come strumento per ripulire la coscienza del governo.
Il 4 ottobre non è un punto di arrivo, ma un punto di svolta.
Da quella giornata deve nascere un anno di resistenza, di mobilitazioni, di scioperi, di blocchi e di iniziative concrete. Non ci saranno pause, non ci saranno compromessi: continueremo finché non sarà fermato il genocidio, finché non finirà l’occupazione, finché non sarà libera la Palestina.
FERMIAMO IL SIONISMO CON LA RESISTENZA!
Redazione
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