A luglio 2026 scadrà l’autorizzazione rilasciata dal presidente regionale e commissario per il rigassificatore Eugenio Giani a Snam per rigassificare nel porto di Piombino con una nave lunga oltre 300 metri. Il Tar Lazio, respingendo il ricorso del Comune di Piombino, ha stabilito che i tempi dell’autorizzazione erano brevi, per cui non poteva fare grandi danni e che entro luglio 2026 deve lasciare il porto o smettere di rigassificare.
Non esiste agli atti un solo parere, favorevole benché condizionato, che vada oltre i tre anni di permanenza in porto. Ergo, la nave lascerà Piombino.
Sicuri? Mica tanto.
Tramontata per sempre l’ipotesi di trasferimento a Vado Ligure, il Governo non trova un luogo dove spedirla perché nessuno, giustamente, la vuole.
Ora poi che i venti di guerra si sono fatti più vicini, la nave è un obiettivo sensibile più che mai!
Noi riteniamo, come abbiamo sempre detto, che debba andare in pensione, per sempre, ma il Governo pare che non la veda così e allora, a pochi mesi dalla scadenza, i Comitati no gas di Piombino hanno deciso di scrivere direttamente alla presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, una lettera, la seguente, sulla quale hanno raccolto 3227 firme. Tra queste anche quella del Sindaco di Piombino, oggi FdI, quella di molti altri Sindaci del Val di Cornia e inoltre, quella di Alessandro Tomasi, FdI, candidato Presidente alle regionali in Toscana, e di molti altri politici di ogni forza politica.
Al Presidente del Consiglio On.le Giorgia Meloni
OGGETTO: trasferimento nave Italis LNG dal porto di Piombino.
Con la presente i Comitati cittadini hanno deciso di rivolgersi direttamente a lei per affrontare la questione del trasferimento del rigassificatore Italis LNG (ex Golar Tundra) “ormeggiato” nel Porto di Piombino da circa due anni.
Lei sicuramente conosce bene tutta la vicenda ,come il suo iter sia iniziato con il Governo Draghi, come un impianto definito a rischio di incidente rilevante dalla legge sia stato imposto senza VIA a poche centinaia di metri da abitazioni e uffici, in pieno santuario dei cetacei,nonostante l’opposizione di migliaia di persone e dell’Amministrazione comunale, come entro luglio 2026 l’impianto debba lasciare il porto di Piombino . Lo dice l’autorizzazione firmata dal commissario Giani e soprattutto la sentenza del Tar Lazio, che ha rigettato si il ricorso del Comune, ma basandosi proprio sui tempi relativamente brevi di permanenza e sui pareri favorevoli rilasciati da vari Enti sulla scorta di indagini e dati relativi a una permanenza massima di tre anni.
Tre, non quattro o dieci o venticinque.
Lei sa anche che il suo Governo aveva deciso di spostare l’impianto in Liguria, dove però ha trovato un’opposizione trasversale di tutti i partiti. Per noi, che non crediamo all’emergenza gas, l’impianto dovrebbe essere dismesso, ma in questa sede le chiediamo un’altra cosa, molto più semplice e concreta. Noi vogliamo saperlo da lei, vorremmo avere da lei la conferma che quanto fu stabilito, cioè che la Italis Ing lascerà entro luglio 2026 il porto di Piombino, sarà rispettato.
Glielo chiediamo in quanto da una parte il silenzio che ammanta questa vicenda da parte del Governo e dall’altra le troppe voci che si rincorrono sui media ci danno una percezione sfocata su quello che potrebbe accadere e questo non ci lascia tranquilli. Le chiediamo una risposta chiara, che allontani la percepita fragilità dei rapporti tra Stato, Territori e Cittadini.
Gruppo Gazebo 8 giugno
Comitato La Piazza Val di Cornia
Comitato Salute pubblica
Comitato Liberi Insieme
Risponderà Giorgia Meloni alla lettera di tanti cittadini, dei Comitati e di alcuni “che contano”? Vedremo, la missiva è partita il 2 ottobre e, si sa, un Presidente del Consiglio è molto impegnato. Ma i Comitati erano in vena di missive, e allora hanno scritto anche al Sindaco Francesco Ferrari e al Presidente Giani.
Ecco la lettera:
Signor Presidente Eugenio Giani.
Sig. Sindaco Francesco Ferrari
Come appartenenti ai gruppi che lottano per allontanare il rigassificatore dal porto di Piombino entro la data di luglio 2026 e come delegati da migliaia di cittadini (i cui dati e firme sono a disposizione se ciò viene richiesto), vi chiediamo – coerentemente con quanto da voi piu volte espresso pubblicamente – che venga rispettata la data di luglio 2026 per allontanare l’ Italys dal porto di Piombino. A tal fine chiediamo che entrambi voi destinatari vi rechiate in contemporanea in visita ufficiale prima delle elezioni regionali dal Presidente del Consiglio congiuntamente al Ministro Pichetto Fratin e dichiariate che né la Toscana, né Piombino accettano la permanenza del rigassificatore nel nostro porto oltre la data stabilita.
Certi della vostra disponibilità a testimoniare la vostra volontà e quella di migliaia di corregionali, inviamo distinti saluti.
Comitato La Piazza Val di Cornia
Comitato Salute pubblica
Comitato Liberi insieme
Gruppo Gazebo 8 giugno
Questa missiva invece è stata ricevuta da settimane dai due interessati che forse si sono offesi, perché neanche loro hanno risposto.
Certo, Eugenio Giani ha poco tempo, ultimamente, tra un tiro a canestro, un’inaugurazione, una cena elettorale , una comparsata in una festa, un passaggio in televisione, una visita in un ospedale.
L’onnipresente Giani non può avere tempo di rispondere ai Comitati no gas piombinesi, con i quali peraltro in questi anni non ha mai avuto la faccia di confrontarsi. Meraviglia di più il Sindaco Ferrari, che invece è sempre stato disponibile, ma tant’è. Ne’ l’uno né l’altro ci ha risposto.
In compenso, i tre candidati a Presidente della Regione Toscana si sperticano tutti a dire che il rigassificatore deve andarsene dal porto di Piombino entro luglio 2026, ma la decisione spetta a lei, ormai, a Giorgia, anche se il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin delega tutto a Snam.
E quindi Giorgia c’è posta per te. Piombino aspetta risposte.
Maria Cristina Biagini
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