Mercoledì 19 novembre sarà una giornata cruciale per chi vuole capire e contrastare la trasformazione di Firenze in merce per il capitale finanziario. Due appuntamenti, due momenti di un’unica riflessione: come difendere il diritto alla città dall’assalto speculativo.
Nel tardo pomeriggio, alle 18.15 al cinema Alfieri, “Salviamo Firenze” propone un’analisi del modello Milano: come i fondi di investimento internazionali si impossessano delle nostre città con la complicità delle amministrazioni. Con Gianni Barbacetto (Il Fatto Quotidiano), Cecilia Carpio (Rai-Presa Diretta), l’economista Alessandro Volpi e l’urbanista Ilaria Agostini, si studieranno le analogie tra gli scempi milanesi e quelli fiorentini: dal Cubo Nero sui lungarni alla Manifattura Tabacchi affidata a Hines, dalle OGR a San Gallo. Il capitalismo finanziario trasforma le città in luoghi sempre più diseguali, vendendo il patrimonio pubblico e deregolamentando l’urbanistica per innalzare la rendita, mentre gli abitanti vengono espulsi verso le periferie.
La sera, alle 20.30 al Brillante-nuovo Teatro Lippi, il focus si sposta sulle conseguenze umane di questo processo. Con Ilaria Salis, il Collettivo di Fabbrica ex-GKN, PLAT, la Rete Antisfratto e altri, si affronterà la questione abitativa come nodo che lega giustizia sociale, ecologica e abitativa. Nel 2024 l’area metropolitana fiorentina ha registrato 2400 convalide di sfratto, con affitti in crescita del 5,3% annuo a fronte di stipendi inadeguati. Il patrimonio pubblico diventa asset finanziario, mentre lo Stato sceglie il riarmo e l’austerità invece del welfare.
Due momenti, un’unica domanda: vogliamo città per le persone o per i profitti?
Redazione
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